Convegno a Roma per il centenario della nascita di Giuseppe Cassieri
Mercoledì 22 aprile 2026 alle ore 10.00, presso la Biblioteca nazionale centrale di Roma (Sala 1 viale Castro Pretorio 105), si terrà il convegno di studi “La superba umiltà Giuseppe Cassieri 1926-2026”, primo appuntamento per il centenario della nascita del grande scrittore pugliese.
Dopo i saluti di Stefano Campagnolo (Direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma) sono previsti interventi di: Alberto Sinigaglia (La Stampa) “La superba umiltà di un intellettuale rigoroso”; Rino Caputo (Università Tor Vergata): “Il posto di Cassieri nel Novecento letterario italiano”; Neila Albino (Istituto Pertini – Montini – Cuoco) “Tra l’ironico e il grottesco”; Cosma Siani (Università Tor Vergata) “Cassieri amico intimo e amico critico”; Giacomo Annibaldis (La Gazzetta del Mezzogiorno): “Lo scrittore, il recensore, il provocatore culturale”; Raffaella Cassano (Università Bari) “Le storie pugliesi di Cassieri”; Raffaele Simone (Università Roma Tre) “Un’amicizia, tre incontri”; Anna Grazia D’Oria (Manni) “Il saluto dell’editrice”. Gli attori Michele Placido e Anita Caprioli leggeranno brani tratti dal libro postumo di Cassieri “La superba umiltà” (Manni Edizioni, 2026). Modererà il convegno Lorenza Fruci.
Nel panorama della letteratura italiana del secondo dopoguerra, la figura di Giuseppe Cassieri (1926–2008) occupa un posto singolare e, per certi versi, ingiustamente marginale. Nato a Rodi Garganico e formatosi tra Firenze e Roma, Cassieri è stato uno scrittore prolifico, giornalista e sceneggiatore, capace di attraversare con sguardo lucido e ironico le trasformazioni della società italiana nel corso di oltre mezzo secolo. Dal suo esordio con “Aria cupa” (1952), fino all’ultimo libro “Poetica di un infelice” (2008), Cassieri ha mantenuto una coerente vocazione narrativa, distinguendosi per uno stile sarcastico, paradossale e al tempo stesso profondamente analitico. La sua scrittura, raffinata e calibrata, si è fatta strumento di indagine delle contraddizioni dell’Italia contemporanea, spesso rappresentata come un teatro di situazioni eccentriche e paradossali.
Uno sguardo ironico sulla modernità
L’opera di Cassieri si inserisce in una tradizione di intellettuali che hanno saputo osservare criticamente la modernità italiana. Romanzi come ” Ingannare l’attesa” (1979) e “Diario di un convertito” (1986) rappresentano tappe fondamentali di un percorso letterario che esplora le contemporanee inquietudini dell’uomo : dalla paura del futuro alle derive collettive, fino alla perdita di senso nella società dei consumi. Opere successive come “I festeggiamenti” (1989) o “I giubilanti” (1997) ampliano ulteriormente questa riflessione, affrontando temi come la spettacolarizzazione della cultura e la distorsione dei valori spirituali.
Un intellettuale indipendente
A differenza di molti suoi contemporanei, Cassieri rimase sempre lontano da correnti, scuole o gruppi letterari. Schivo e appartato, incarnava la figura dell’intellettuale indipendente, fedele alla propria ricerca artistica e poco incline ai compromessi del sistema editoriale. Parallelamente alla narrativa, svolse un’intensa attività giornalistica collaborando con importanti testate nazionali, tra cui “Il Mattino”, “La Nazione”, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, “La Stampa” e “L’Espresso”, oltre a lavorare come autore e sceneggiatore per la Rai. Questa pluralità di esperienze contribuì ad arricchire il suo sguardo sul mondo, rendendolo ancora più acuto e disincantato.
Il legame con la Puglia e la memoria culturale
Nonostante il suo respiro cosmopolita, Cassieri rimase sempre profondamente legato alla sua terra d’origine. Il Gargano, e in particolare Rodi Garganico, rappresentarono per lui non solo un luogo affettivo, ma anche una fonte inesauribile di ispirazione. Negli ultimi anni della sua vita, si dedicò con passione al recupero e alla valorizzazione del patrimonio culturale pugliese, curando progetti editoriali come le collane «Ori di Puglia» e «Ori del Gargano». In queste iniziative emerge la sua volontà di preservare la memoria storica e identitaria di un territorio ricco di tradizioni, miti e figure illustri. Significativa è anche la sua collaborazione con Giovanni Battista Bronzini per la pubblicazione delle “Fiabe pugliesi” (1983), testimonianza del suo interesse per il folklore e le radici popolari.
Un autore da riscoprire
A distanza di 18 anni dalla scomparsa di Cassieri, la sua poliedrica opera è un ricco e originale patrimonio letterario da riscoprire. La sua capacità di raccontare, con ironia e profondità, le trasformazioni della società italiana lo rende un autore attualissimo, che parla al presente. Nel suo rifiuto delle mode e nella sua fedeltà a una visione personale della letteratura, Cassieri lascia l’immagine di un intellettuale rigoroso e solitario, che ha saputo attraversare il Novecento senza mai tradire sé stesso. Dote rara e preziosa nel panorama culturale italiano.
Teresa Maria Rauzino
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