Calabria

Guardie mediche a Vibo, il Piano sarà rivisto ma la riorganizzazione è inevitabile

La delibera 176/2026, con cui l’Asp ha disposto la riorganizzazione delle Guardie mediche, verrà rivista: gli “accorpamenti” (consistenti nell’apertura a giorni alterni delle postazioni di comuni vicini) potrebbero essere diversi, ma è difficile evitarli. È quanto emerso ieri in Conferenza dei sindaci, dalle parole del nuovo commissario Asp Angelo Vittorio Sestito e dal direttore sanitario Ilario Lazzaro. È stato proprio quest’ultimo a snocciolare i numeri drammatici della continuità assistenziale.
Attualmente tra Vibo e provincia si hanno 40 postazioni di Guardia medica: per mantenerle tutte attive servono 160 medici, ossia 4 a presidio (senza contare quelli che servirebbero per il presidio del carcere) a fronte dei 125 disponibili (di cui solo 40 titolari). Ci sono presidi che non hanno alcun medico titolare, ragion per cui le aggregazioni pensate (che, come ha tenuto a rimarcare Lazzaro, sono “squadre di medici” piuttosto che accorpamenti di postazioni) garantirebbe qualche professionista titolare ovunque. Tra gli esempi che ha avanzato il direttore sanitario, vi sono i presidi di San Nicola da Crissa e Capistrano, tra quelli per i quali si prospetta l’aggregazione: il primo comune non ha alcun medico titolare, il secondo ne ha 2, dunque un’aggregazione dei presidi garantirebbe sempre un titolare nelle postazioni.
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