«Un grave vandalismo quello dei due ragazzini. È giusto pagare i danni»
PESARO «Chi ha commesso i vandalismi al cimitero, risponda dei danni provocati. Ma si apra una riflessione anche sul piano culturale ed educativo dei nostri giovani». Il sindaco Andrea Biancani interviene dopo l’individuazione dei responsabili, due 16enni, che qualche settimana fa avevano commesso gravi atti vandalici al cimitero centrale, tra scritte blasfeme, svastische e tombe imbrattate. L’Aspes nel frattempo ha ripulito gli spazi deturpati ma ci sono danni per migliaia di euro. Il primo cittadino ringrazia gli inquirenti per aver concluso le indagini «con efficacia e tempestività». Poi, partendo dalla minore età dei due responsabili si interroga sulla necessità di aprire una riflessione. Gli episodi sono sempre più diffusi.
I precedenti
«Negli ultimi mesi in città si sono ripetuti atti di vandalismo e comportamenti incivili che spesso coinvolgono adolescenti in diversi spazi pubblici: parchi danneggiati, rifiuti abbandonati, arredi urbani distrutti, situazioni spesso concentrate nei fine settimana e nelle aree più frequentate dai giovani. Quanto accaduto al San Decenzio rappresenta il punto più critico di questa escalation, per il valore simbolico del luogo colpito e per la gravità dei gesti compiuti. La giovane età dei responsabili non attenua la responsabilità, ma impone una riflessione profonda sul piano educativo»
Per questo, secondo il sindaco, «questi episodi non possono essere letti come isolati, ma come il possibile esito di un progressivo abbassamento della soglia di attenzione verso il rispetto delle regole e degli spazi comuni. Quanto successo al cimitero rappresenta, purtroppo, il punto più alto di questa deriva e ci impone di aprire un ragionamento serio che riguarda il ruolo delle famiglie. Le famiglie devono essere aiutate, ma anche richiamate a un ruolo fondamentale: quello educativo, perché è necessario accompagnare una generazione che, in alcuni casi, fatica a distinguere ciò che è bene da ciò che è male e a comprendere fino in fondo le conseguenze delle proprie azioni».
Il sindaco riprende anche il messaggio del filosofo Umberto Galimberti, intervenuto all’Auditorium Scavolini, richiamando la necessità di ricostruire nei giovani il senso del limite e della responsabilità. «Si è concentrato sul disagio che molti giovani stanno vivendo oggi, un disagio che non è solo psicologico, ma sempre più culturale. Molti ragazzi crescono senza un orizzonte di futuro chiaro: questo genera smarrimento, mancanza di motivazione e perdita di punti di riferimento. È un tema che richiede un’assunzione di responsabilità collettiva: famiglie, scuola, istituzioni e società nel suo complesso».
Il senso civico
Tornando ai fatti del cimitero, il sindaco conclude: «Ora è giusto che chi ha commesso questi atti, insieme alle proprie famiglie, risponda dei danni provocati. Come Amministrazione ribadiamo la volontà di proseguire sia sul piano del controllo e della sicurezza, sia su quello educativo e culturale, coinvolgendo tutti, le famiglie in primis. Perché una comunità si difende non solo con le sanzioni, ma anche ricostruendo senso civico, rispetto e consapevolezza».




