Marche

«Ho pecore e galli». L’inquilino di Sarnano dovrà pagare 34mila euro


SARNANO Il contratto è scaduto, ma l’inquilino non va via: «Ho capre, pecore e galli, non so dove portarli». Gli intimano lo sfratto ma lui resta, il giudice oltre al rilascio dell’immobile dispone anche il pagamento di 17.600 euro tra spese di energia elettrica e indennità di occupazione. Arriva l’ufficiale giudiziario ma l’inquilino si giustifica dicendo che sta cercando un’altra sistemazione per lui e per i suoi animali. Il mese dopo l’ufficiale giudiziario torna insieme a un veterinario ma la soluzione non c’è e l’inquilino è ancora lì. Al terzo tentativo, questa volta insieme alle forze dell’ordine, i locali sono sgomberati e l’inquilino riconsegna le chiavi. Ora la sentenza del giudice civile: dovrà pagare anche 16.770 euro di penale per il tardivo rilascio dell’immobile.

 

La ricostruzione

Il contenzioso nasce nel 2024. L’anno prima il proprietario aveva affittato all’uomo un’abitazione a Sarnano fuori dal centro con una corte esterna e un terreno. Il contratto, della durata di un anno, sarebbe scaduto il 31 maggio del 2024. Due mesi prima il proprietario gli aveva comunicato la disdetta quindi a fine maggio sarebbe dovuto andare via. L’inquilino invece era rimasto e il proprietario si era rivolto al giudice per ottenere lo sfratto. Circa un anno dopo, a giugno 2025, il giudice dispose sia il rilascio dell’immobile fissando l’esecuzione per il 15 luglio sia il pagamento di 17.605 euro tra spese di fornitura dell’energia elettrica per tutto il tempo che era rimasto in casa e indennità di occupazione.

Gli accessi

Il 31 ottobre l’ufficiale giudiziario raggiunse l’immobile accertando la presenza dell’inquilino. L’uomo si giustificò dicendo che stava cercando un’altra sistemazione per lui e per gli animali: capre, pecore e galli. Un mese dopo il secondo accesso, questa volta insieme all’ufficiale giudiziario c’erano anche tre addetti del servizio veterinario dell’Ast di Macerata, tra cui un medico veterinario. In quella circostanza l’inquilino disse di non aver trovato un’altra sistemazione per sé e per gli animali per cui sarebbe rimasto lì. Il terzo accesso, questa volta insieme alle forze dell’ordine, era stato fissato all’11 dicembre ma in quell’occasione l’immobile era stato rilasciato.

Il proprietario ha quindi richiesto anche il pagamento della penale per il tardivo rilascio dell’immobile, richiesta accolta dal giudice che ha condannato l’ormai ex inquilino al pagamento di 16.770 euro, pari a 30 euro al giorno per i giorni che vanno dalla scadenza del contratto alla riconsegna dell’immobile. Somma che si aggiunge ai precedenti 17.605 euro per un totale di oltre 34mila euro.




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