Strategia condivisa per fare rete: a Oristano esperti a confronto sui beni culturali della provincia di Oristano
Oristano
Al Consorzio Uno il convegno-dibattito dell’associazione Lucio Abis
Superare frammentazioni e visioni localistiche, puntando su una strategia condivisa e integrata capace di mettere a sistema le risorse. È il messaggio lanciato dal convegno-dibattito “La provincia di Oristano tra valorizzazione dei beni culturali, storici e archeologici”, promosso dall’Associazione culturale senatore Lucio Abis con il contributo della Fondazione Sardegna, che ha fatto il punto sulle criticità e opportunità del territorio, tra modelli virtuosi e necessità di promuovere la destagionalizzazione.
L’iniziativa si è svolta ieri – 17 aprile – nell’Aula Magna del Consorzio Uno – Università di Oristano e ha riunito istituzioni, mondo accademico ed esperti per discutere il ruolo strategico del patrimonio culturale come motore di sviluppo, in particolare sul fronte turistico. Dal confronto è emersa con chiarezza la necessità di
Ad aprire i lavori il presidente dell’associazione Pietro Arca, seguito dai saluti del sindaco Massimiliano Sanna, che ha sottolineato il valore strategico del patrimonio culturale e archeologico: “Investire sulla cultura significa costruire il futuro”. Il primo cittadino ha richiamato la ricchezza del territorio – dai Giganti di Mont’e Prama a Tharros, da Santa Cristina al patrimonio storico e identitario – evidenziando la necessità di creare una rete provinciale capace di rafforzare l’offerta culturale e turistica”.
Tra i temi centrali, quello della pianificazione integrata del paesaggio archeologico. L’archeologo Giovanni Meloni ha presentato la proposta del “parco a rete”, un modello che punta a collegare siti anche distanti tra loro in un sistema unitario. L’obiettivo è coniugare tutela, ricerca e sviluppo sostenibile, valorizzando il rapporto tra patrimonio e mobilità lenta, anche attraverso il cicloturismo. Un progetto che richiede però una governance condivisa e un maggiore coinvolgimento delle comunità locali.
Sul fronte museale, la direttrice dell’Antiquarium Arborense, Carla Del Vais, ha annunciato l’imminente rilancio della struttura, destinata a diventare un punto di riferimento non solo cittadino ma provinciale. “L’idea è quella di trasformare il museo in una “vetrina del territorio”, capace di raccontare in modo unitario un patrimonio oggi frammentato. Del Vais ha evidenziato la necessità di diversificare l’offerta turistica, puntando su modelli sostenibili e destagionalizzati, e di rafforzare strumenti organizzativi e strategie di rete”.
Un esempio concreto di gestione integrata arriva da Cabras. Il sindaco Andrea Abis ha illustrato il modello sviluppato attorno a Mont’e Prama, basato sulla collaborazione tra Ministero, Regione e Comune. “Un sistema che unisce tutela, valorizzazione e infrastrutturazione, con l’obiettivo di generare ricadute economiche su un territorio più ampio e costruire una progettualità in rete”.
Più critico l’intervento del presidente del Consorzio Uno, Gian Valerio Sanna, che ha richiamato la necessità di coniugare le strategie locali con le politiche nazionali ed europee sul turismo. Sanna ha evidenziato l’importanza delle Destination Management Organization (DMO), ma ha espresso preoccupazione per un possibile modello centralizzato a livello regionale, ritenuto poco efficace. “Serve valorizzare il ruolo dell’impresa e dei territori” ha sottolineato, “evitando nuovi centralismi e puntando su competenze manageriali capaci di rendere il prodotto turistico competitivo a livello internazionale”.
Ha anche ribadito come il percorso di valorizzazione “debba basarsi su quattro fasi: conservazione, promozione, fruizione e reinvestimento, con un maggiore coinvolgimento dei soggetti locali nelle fasi operative”.
Tra le criticità evidenziate, anche la capacità di trattenere i flussi turistici: eventi di grande richiamo, come la Sartiglia, non riescono ancora a tradursi pienamente in ricadute economiche diffuse sul territorio.
Il convegno ha confermato un ampio interesse verso percorsi condivisi di sviluppo culturale e turistico, sottolineando il ruolo delle associazioni nel promuovere confronto e progettualità. La sfida, emersa con forza, è quella di costruire una visione unitaria capace di trasformare il patrimonio culturale in un sistema integrato, competitivo e sostenibile.
Sabato, 18 aprile 2026
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