Lazio

mancano 20 milioni. L’ombra del biglietto a 2 euro dal 1° luglio

Un taglio da oltre venti milioni che rischia di trasformarsi in un effetto domino sulla mobilità del Lazio. Sul finanziamento del trasporto pubblico locale si apre uno scontro politico frontale tra opposizioni e governo, mentre sullo sfondo si allunga l’ombra di possibili rincari per gli utenti.

A lanciare l’allarme è il deputato del Partito Democratico Andrea Casu, che parla di una riduzione significativa delle risorse destinate alla regione: dai 655 milioni del 2025 si scenderebbe a circa 634 milioni nel 2026. Una contrazione di 20,7 milioni legata, secondo i dem, al mancato rifinanziamento dell’incremento straordinario previsto nella precedente legge di bilancio.

Per l’opposizione si tratta di una scelta politica precisa, che rischia di mettere in difficoltà un sistema già sotto pressione. “Si stanno riducendo i fondi in termini assoluti, creando una competizione tra territori”, è la linea sostenuta dai parlamentari democratici, che puntano il dito contro quello che definiscono un progressivo disimpegno sul trasporto pubblico.

Dal fronte della maggioranza, in particolare Fratelli d’Italia, la replica è netta: accuse respinte e responsabilità ribaltate sulle amministrazioni locali, considerate incapaci di gestire e valorizzare le risorse disponibili.

Al di là del confronto politico, però, a preoccupare è soprattutto l’impatto concreto sui cittadini. Sul tavolo torna infatti l’ipotesi di un aumento del costo del biglietto a Roma. Il Piano industriale di ATAC prevede, tra le possibili misure, il passaggio del ticket ordinario da 1,50 a 2 euro a partire dall’estate 2026.

Una prospettiva che potrebbe diventare realtà proprio alla luce della riduzione dei trasferimenti statali. Senza un intervento compensativo da parte della Regione, il rischio è che il Comune sia costretto a reperire risorse direttamente attraverso le tariffe, con ricadute immediate su pendolari e utenti abituali.

Intanto, le opposizioni hanno presentato una mozione per chiedere il rafforzamento del Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale, nel tentativo di evitare ulteriori contraccolpi su un servizio già segnato da criticità strutturali: mezzi obsoleti, guasti frequenti e carenza di personale.

In una realtà urbana come Roma, dove traffico e inquinamento restano emergenze quotidiane, il trasporto pubblico continua a rappresentare una leva fondamentale. E proprio per questo, ogni taglio rischia di pesare non solo sui conti, ma sulla qualità della vita di milioni di cittadini.

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