Marche

la polizia piomba nel quartiere Grazie. Chiesa e famiglie sono libere


ANCONA – La volante della polizia ferma davanti al campo da basket. Due agenti in divisa e uno in borghese a perlustrare la zona. Dei maranza neanche l’ombra, dileguatisi chissà in quale altre parti della città. Ogni tanto qualcuno, ieri, faceva la ronda a bordo del monopattino elettrico. Buttava l’occhio in quello che fino all’altro giorno era il loro quartier generale tra il sagrato e il parchetto della chiesa Santa Maria delle Grazie. Ma la presenza della polizia li ha tenuti alla larga. E al campetto da basket sono tornate le famiglie a portare a giocare i bambini. «Almeno un giorno di pace» ha sospirato don Samuele.

 

Il racconto

Ci voleva il racconto che il parroco ha fatto al Corriere Adriatico e le testimonianze che siamo riusciti a raccogliere – e a raccontare – per sollevare il velo su una situazione incresciosa, fatta di microdelinquenza giovanile che da un anno tiene sotto scacco la parrocchia delle Grazie, teatro involontario di spaccio, consumo di droga, scontri tra bande per debiti sempre relativi alle sostanze stupefacenti. Furti e addirittura armi (coltelli) nascoste tra i vasi di piante. Ieri la polizia ha messo in atto quella che la Questura chiama vigilanza dinamica: ovvero la perlustrazione della zona a piedi e in auto.

Il giro di vite

Giro di vite, dunque, da parte delle forze dell’ordine, sotto la regia della Prefettura che preferisce, però, parlare di «esuberanza giovanile» più che di vera e propria delinquenza. Non fosse però che i soggetti in questione sono, per lo più, già noti alla Questura per precedenti quali rapine, risse, e destinatari di misure come il daspo urbano. Quindi, il centro città non è più scenario di certi atti di devianza non perché siano stati debellati, ma solo perché sono stati spostati altrove. Tra cui il parchetto della chiesa delle Grazie. Ad ogni modo la Prefettura ha annunciato «serrati controlli» nella zona «al fine di ripristinare immediatamente condizioni di sicurezza e legalità anche attraverso l’adozione di misure di prevenzione straordinaria». Ieri pomeriggio gli agenti hanno identificato uno dei giovani che frequenta il parchetto incriminato.

La denuncia

A seguito della denuncia – sulle nostre pagine – di don Samuele, il Comune di Ancona ha rilasciato una nota in cui si dice «disponibile a monitorare l’area dove sussistono le criticità rilevate». In che modo? Tramite il pattugliamento della polizia locale che, infatti, ieri pomeriggio ha effettuato alcuni passaggi nei pressi della chiesa. Il vicesindaco Zinni, per altro, conferma il monitoraggio non solo a partire da ieri, ma anche nei mesi scorsi. Controlli «che hanno portato a segnalare due minori per uso di sostanze stupefacenti» evidenzia il vicesindaco. «Poi, avendo rilevato che la situazione si era placata – prosegue Zinni – e che il religioso non si era fatto più sentire, nonostante avesse il numero dell’ufficio antidegrado del Comando, si è ritenuto puntare su altri obiettivi». E non appena si è allentata la morsa dei controlli, in quel campetto è tornato l’esercito di baby delinquenti con tutto il ricco campionario di comportamenti. Don Samuele, nella sua denuncia, ha riportato addirittura di aver rinvenuto dei profilattici usati e gettati a terra davanti al sagrato. Per non parlare dei furti in parrocchia: si sono portati via pure le bottigliette di acqua santa. Secondo il parroco sarebbero servite per il consumo di qualche sostanza stupefacente. Per ora, sembra, la situazione è tornata alla normalità. Ma il problema dell’estrema fragilità minorile è tutt’altro che risolto.




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