Finalmente l’acqua torna potabile quasi ovunque, ma la comunicazione dell’emergenza è un corto circuito

L’ufficialità è arrivata sul finire di un venerdì 17 che ha messo fine, almeno per la quasi totalità dei cittadini interessati, a cinque giorni indimenticabili per migliaia di cittadini di 19 comuni fra le province di Chieti, Pescara e Teramo.
L’acqua è tornata potabile quasi ovunque, a Chieti, Bucchianico, San Giovanni Teatino, Torrevecchia Teatina, con le limitazioni precisate di seguito. Ma va registrata, al termine (o quasi) di cinque giorni campali per tutte le categorie interessate, una gestione sul fronte comunicativo non sempre efficace nei confronti del destinatario finale, il cittadino comune alle prese con disagi e incertezze.
Dove si può tornare a usare l’acqua
Partiamo dai dati certi. A Chieti, dopo un’anticipazione ufficiosa diffusa dal sindaco Diego Ferrara intorno alle ore 19 di venerdì a seguito di comunicazioni informali, l’ufficialità è arrivata una manciata di minuti prima della mezzanotte di sabato, con l’ordinanza di revoca del divieto di uso dell’acqua per scopi potabili firmata dal primo cittadino.
Nel dettaglio, a seguito degli esami disposti dalla Asl, l’acqua si può tornare a usare per scopi alimentari quasi ovunque. Restano escluse via Campo di Roma; Colle Marconi; Buonconsiglio; Forlanini parte bassa; strada della Pace parte bassa; Colle Cucco; San Ilio e vie limitrofe e secondarie, per le quali bisognerà aspettare nuovi prelievi. Inoltre, come comunicato dalla Asl, un’ulteriore verifica riguarda l’ospedale Santissima Annunziata, dove il prelievo eseguito ha fatto registrare un valore alto di torbidità.
Via libera parziale anche a San Giovanni Teatino, dove resta il divieto nelle strade servite dal serbatoio di via Colle Felice: via Chieti, via Ponte Marino, via Amalfi, via Gaudì, via De Gasperi, via Ciafarda parte alta, via Belvedere, via Torricelli, via Rampigna, via Croce Ferragalli, via Volta, via Kennedy, corso Marconi, via Einaudi e tutte le relative traverse. Per quest’area, a seguito di un primo prelievo con valori di torbidità superiori ai limiti, saranno eseguite ulteriori operazioni di pulizia e spurgo della rete e nella giornata di sabato sarà effettuato un nuovo campionamento.
Anche a Bucchianico l’acqua si può tornare a usare, a eccezione della zona di Colle Cucco.
A Torrevecchia Teatina, il divieto resta nelle vie servite dal serbatoio Torremontanara: via Torremontanara, via Napoli, via Vaschiola e vie limitrofe secondarie.
La Asl ha comunicato che il dipartimento di prevenzione continuerà il monitoraggio nelle prossime ore, “con l’obiettivo di arrivare nel più breve tempo possibile al ripristino completo della potabilità nelle aree ancora interessate dai divieti”. Finora, infatti, nei controlli eseguiti, sono risultati non conformi per torbidità quattro campioni su 26, contro i 26 su 28 rilevati in precedenza.
I cali di pressione: le rassicurazioni dell’Aca
Intanto, l’Aca ha rassicurato gli utenti che stavano lamentando cali di pressione nelle località in cui era già stato divulgato il via libera all’uso dell’acqua.
“Rassicuriamo i cittadini che non si tratta di un guasto sulla rete, ma di un fenomeno temporaneo dovuto a un eccezionale picco di consumi simultanei”, ha spiegato l’azienda. “A seguito delle recenti comunicazioni di potabilità, il massiccio utilizzo domestico dell’acqua (avvio di elettrodomestici, docce, ricarica delle autoclavi private) ha causato un fisiologico calo delle portate. La situazione si normalizzerà in modo del tutto spontaneo non appena questa elevata domanda iniziale andrà a ridursi. Vi invitiamo pertanto a pazientare e a non contattare il Numero Verde per segnalare questi cali temporanei. È fondamentale mantenere le linee telefoniche libere per consentire ai tecnici di gestire tempestivamente le reali emergenze”.
Dovrebbe essere, dunque, un fine settimana all’insegna del ritorno alla normalità per gran parte delle aree interessate dai divieti degli ultimi giorni, con la possibilità di far partire elettrodomestici, lavarsi i denti, bere, cucinare con l’acqua del rubinetto. Fin qui, dunque, le informazioni utili e necessarie per i cittadini.
Il corto circuito comunicativo nell’emergenza
Va tuttavia registrato come non sempre, in questi cinque giorni, la comunicazione sia risultata efficace nei confronti degli utenti finali. Archiviato l’intervento tecnico, con aggiornamenti costanti da parte dell’Aca, un corto circuito si è registrato in particolare nel pomeriggio di venerdì 17 aprile.
Mentre arrivavano le informazioni sul ritorno della potabilità dell’acqua prima nei comuni più piccoli, poi via via in quelli più grandi, in particolare del Pescarese, a Chieti e provincia l’attesa è durata diverse ore in più. Un’attesa, va registrato, senza notizie, a eccezione di quelle ufficiose giunte da fonti comunali secondo cui – come poi è stato confermato – in città alcuni prelievi erano risultati non conformi. Tuttavia, la mancanza di una documentazione scritta della Asl impediva al primo cittadino di firmare l’ordinanza che consentisse ai teatini di riaprire i rubinetti.
Incalzato dalle proteste, il sindaco Ferrara ci ha messo la faccia, registrando un video messaggio per dire che sì, l’acqua è nuovamente potabile, ma spiegare allo stesso tempo che quanto e perché quel verbale della Asl fosse fondamentale per emanare il provvedimento.
Trascorsa poco più di un’ora, la Asl ha diffuso la comunicazione in cui specificava nel dettaglio le zone in cui l’acqua del rubinetto è sicura e quelle in cui invece occorre attendere qualche precauzione maggiore. Una comunicazione che, però, non è stata girata al Comune e al sindaco, massima autorità sanitaria del territorio.
Un blackout che ha generato ancora più disorientamento nei cittadini assetati – mai termine fu più appropriato – di certezze dagli enti preposti a fornirle.
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