Umbria

Playoff Superlega, la Sir torna al lavoro per preparare il finale di stagione


Dopo il sacrosanto riposo è tempo di tornare a faticare. La Sir Susa Scai Perugia è tornata al lavoro oggi per preparare il finale di stagione: in mattinata i giocatori si sono sottoposti al controllo con la Dott.ssa Silvia Santucci, nutrizionista dello staff sanitario del club, per poi spostarsi in sala pesi con il preparatore atletico Sebastian Carotti e sul taraflex per il lavoro a gruppi con la palla.

Nel pomeriggio invece il gruppo si è cimentato in una seduta tecnico tattica agli ordini di Angelo Lorenzetti, che sa che queste ultime settimane possono regalare ai Block Devils qualcosa di irripetibile.

Tutti dunque mentalizzati verso il 30 di aprile, giorno in cui si apriranno le danze per il primo atto della finale scudetto: per conoscere la natura dell’ultimo ostacolo verso la riconquista del tricolore bisognerà attendere dato che Civitanova e Verona devono ancora risolvere la propria contesa.

Il coach nel frattempo non può che tornare sulla semifinale vinta in sole tre gare:

“La partita dal mio punto di vista è stata molto bella, perché loro hanno espresso, a livello di battuta, il migliore delle tre partite, con meno errori, e le battute che sono entrate nella zona di conflitto erano insidiose. Noi siamo andati un po’ in sofferenza, anche con un po’ di difetto di tecnica. Tuttavia, soprattutto nel primo set, si poteva uscire da quel set lì, invece, i ragazzi sono stati presenti ed hanno sfruttato al meglio le poche occasioni che hanno avuto per rimontare e quindi c’è stata una presenza costante. Di questo sono contento, soprattutto perché non c’è stato mai allarmismo, in tutta la serie, c’è stata attenzione al gioco; adesso siamo in finale e spero che continuino con questo stile. Quando sono arrivato ho detto che Perugia doveva essere una “Cacciatrice di finali” e penso che questi ragazzi, in questi tre anni, abbiano fatto abbastanza: sono fiero, orgoglioso e grato a questi ragazzi”.

La chiave sarà trovare l’intensità giusta per non lasciare logicamente nulla d’intentato:

“Devo essere “bravo” a fare un programma coerente con il ritmo nostro, le caratteristiche nostre, di trovare l’intensità giusta, quindi non una quantità elevata, ma di trovare un modo in cui quando toccano la palla, se non la fanno bene ci rimettano qualcosa! Amichevoli non se ne possono fare in questo periodo qua, e quindi bisogna stare attenti a lavorare bene fra di noi, e poi dopo andare, nemmeno con fiducia, ma con “apertura” e serenità. Questa finale la volevamo dallo scorso anno, e penso che i ragazzi lo abbiano fatto vedere tutto l’anno”.

 




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