Ternana al bivio: continuità aziendale o esclusione dal campionato, gli scenari

di Mattia Farinacci
L’amministratore unico del club Fabio Forti si è dimesso, il club è stato messo in liquidazione volontaria, è stato nominato il liquidatore della società Fabio Lacalamita e alla porta non risultano potenziali acquirenti. Questa la situazione del club rossoverde, uscito a dir poco con le ossa rotte dopo il lunedì più nero della sua storia. Una situazione che evolve parallelamente tra vicende giudiziarie e sportive. La sopravvivenza del club, a questo punto, non è scontata. Al netto di un’approfondita analisi patrimoniale e finanziaria, sarà il liquidatore a scandire le decioni e, di conseguenza, la Figc. Intanto gli allenamenti sono stati sospesi in attesa di notizie dalla stessa Federazione, che potrebbe decidere di revocare l’affiliazione delle Fere e decretarne così l’esclusione dal campionato.
Il piano giudiziario Dopo le dimissioni presentate dall’ex amministratore unico Fabio Forti, spetta ora a Lacalamita stabilire se sussistono le condizioni per terminare il campionato e se c’è liquidità a disposizione per sostenere le spese ordinarie e sportive del club. Questa decisione però, al contempo, non deve aggravare la situazione patrimoniale della società. Il liquidatore dunque, per far terminare il campionato alla Ternana e garantire la continuità aziendale, dovrebbe motivare le spese necessarie e dimostrare che queste hanno come fine ultimo il buon esito della procedura di liquidazione volontaria. Rientra tra gli atti nel ventaglio delle opzioni a disposizione del liquidatore anche la possibilità di vendere eventuali beni materiali di proprietà del club per trasformarli in liquidità e ripagare così debiti e creditori. In alternativa, qualora si decretasse l’impossibilità di garantire la continuità aziendale, il liquidatore è tenuto a ‘portare i libri in tribunale’ per sancire il fallimento della Ternana Calcio.
Il piano sportivo Parallelamente a quello giudiziario, la sopravvivenza delle Fere è legata anche ai meccanismi della Figc, che potrebbe revocare l’affiliazione del club secondo quanto affermato dall’Articolo 16, comma 7 delle Noif (Norme organizzative interne della Figc), che recita testualmente: «II Presidente Federale delibera la revoca della affiliazione di una società alla Figc in caso di liquidazione della società stessa ai sensi del codice civile». La conseguenza sul piano sportivo comporterebbe l’esclusione immediata dei rossoverdi dal campionato con conseguente scioglimento dal vincolo contrattuale di tutti i tesserati, compresi i calciatori, secondo quanto previsto nell’Articolo 110 dello stesso regolamento. In questo scenario, la classifica del girone verrebbe completamente riscritta, lanciando verso la promozione diretta l’Arezzo e chiudendo il cerchio delle retrocesse, aggiungendo la Ternana a Pontedera e Rimini.
Il precedente Proprio il caso della società romagnola rappresenta un precedente che fa scuola. Nel girone d’andata infatti i soci biancorossi hanno intrapreso la via della messa in liquidazione volontaria del club, e dopo neanche 48 ore è arrivato il ‘colpo di grazia’ del Presidente federale che ha cancellato il Rimini e riscritto la classifica del girone. Ora lo stesso destino potrebbe toccare alla Ternana, con un altro episodio che però, per tempistiche, sarebbe a dir poco catastrofico sugli esiti del girone. Intanto, gli allenamenti, inizialmente previsti per le 11 di martedì, sono stati sospesi in attesa di conoscere quali saranno le decisioni della Federazione. Una situazione, oggi più che mai, drammatica.
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