«Estraneo al fatto contestato, mai occupato di appalti o fornitori»

PESARO – «Sono completamente estraneo al fatto contestato. Massima fiducia e collaborazione al lavoro di indagine delle autorità giudiziarie». Lo dichiara l’eurodeputato del Partito Democratico Matteo Ricci, intervenendo sull’inchiesta pesarese sul caso affidi che lo vede indagato per una nuova ipotesi di reato, il peculato, oltre a quella di corruzione già contestata la scorsa estate.
L’indagine, ancora in corso e avviata nell’autunno 2024, riguarda presunti affidamenti diretti del Comune di Pesaro ritenuti dalla Procura eccessivamente disinvolti nel periodo in cui Ricci era sindaco.
«Mai occupato di appalti e fornitori»
«In 15 anni di amministrazione locale – afferma Ricci – non mi sono mai occupato di appalti, affidamenti e fornitori, tanto meno di videomaker. Per legge infatti non è un compito del sindaco ma della struttura amministrativa».
Nel caso specifico, prosegue, «stiamo parlando di dirette Facebook, di cene in famiglia, delle quali si occupava Massimiliano Santini, incaricato in Comune come responsabile della gestione dei miei canali social. Tutti coloro che hanno lavorato con me sanno quanto fossi intransigente e chiedessi il massimo rigore a tutta la struttura nella gestione di ogni singolo euro speso. Per quello che è di mia conoscenza, mai il Comune ha fatto spese improprie, e tutta la macchina comunale che ho conosciuto è composta da persone serie e rigorose».
Al centro dell’inchiesta anche il format “Un sindaco in famiglia”, poi replicato in altre città e diventato successivamente “Pane e politica, un sindaco a cena dalle famiglie italiane”.
Il format “Un sindaco in famiglia”
«In tutte le date delle cene in famiglia – aggiunge Ricci – mi trovavo già in quelle città e regioni per iniziative istituzionali, eventi pubblici o incontri con sindaci, ai quali partecipavo come sindaco di Pesaro, dirigente nazionale di Anci e presidente nazionale di Ali.
Di conseguenza le cene non hanno mai avuto nessun costo aggiuntivo per l’amministrazione comunale. Ero ospite delle famiglie e il vino lo pagavo io».
Infine, la precisazione sul periodo delle iniziative: «Le cene in famiglia – conclude – non c’entrano nulla con la campagna elettorale delle europee del giugno 2024, in quanto si sono svolte nell’autunno del 2022 e nella primavera estate del 2023. Ribadisco la massima collaborazione e la massima fiducia rispetto alle autorità giudiziarie che stanno svolgendo l’indagine».




