invalidità negata ma vince il ricorso

ANCONA Si opponeva all’arresto e, nel tentativo di impedire l’ingresso dei carabinieri, ha chiuso con forza una finestra contro uno dei militari, facendolo cadere all’interno dell’appartamento. Il Tribunale di Ancona ha riconosciuto al valoroso carabiniere lo status di vittima del dovere.
La vicenda
I fatti risalgono al 24 gennaio 2006. I carabinieri erano intervenuti per rintracciare un uomo accusato di rapina in appartamento. Arrivati sotto casa, il sospettato si era affacciato alla finestra per interloquire con la pattuglia, negando però l’accesso. Quando gli uomini dell’Arma si sono avvicinati per entrare, il rapinatore ha tentato di chiudere l’infisso con forza. Il militare, a ridosso della finestra, ha cercato di proteggersi portando le mani al volto, ma è stato sbilanciato e spinto all’interno, cadendo e riportando lesioni a entrambi i polsi. Il carabinieri ha riportato la frattura del radio e la perdita parziale di mobilità del polso, in entrambi i polsi.
Lesioni che, la Commissione medica ospedaliera di Chieti ha confermato, hanno lasciato nel militare hanno lasciato esiti permanenti. «Limitazioni artciolari bilaterali – si legge nella sentenza – associate a dolorabilità e fenomeni di scroscio». La consulenza tecnica aveva allora aveva quantificato un danno biologico del 10%, un danno morale del 6% e un’invalidità permanente del 20%.
Le contestazioni
Una valutazione contestata dal Ministero dell’Interno, che ne chiedeva la riduzione, ma ritenuta dal Tribunale coerente e adeguatamente motivata. Per il giudice del Tribunale dorico, l’operazione rientrava nell’attività di contrasto alla criminalità, con un rischio superiore a quello ordinario del servizio. Accolto il ricorso e convalidato lo status di vittima del dovere, ne ha riconosciuto l’invalidità al 26% e i benefici di legge con arretrati fino a dieci anni. Respinta invece la richiesta della speciale elargizione una tantum, giudicata prescritta.



