Umbria prima in Italia per aumento di consumo di antibiotici, ma cosa accade?

di Maurizio Troccoli
Non fosse per la provincia autonoma di Bolzano che ci supera nella triste classifica, l’Umbria sarebbe prima regione in Italia per l’aumento di uso di antibiotici. Il fatto che Bolzano ci fa scivolare al secondo posto non allevia l’imbarazzante risultato che pure quest’anno si somma a quelli tutt’altro che entusiasmanti degli anni precedenti.
Il dato emerge dal rapporto “L’uso degli antibiotici in Italia. Rapporto Nazionale 2024” dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che fotografa l’andamento delle prescrizioni e dei consumi su scala regionale.
Secondo il rapporto, nel 2024 l’Umbria registra un aumento del consumo pari al +5,8 per cento rispetto al 2023, con una crescita ancora più marcata se si guarda al biennio precedente: +17,4 per cento rispetto al 2022. Un dato che colloca la regione al secondo posto in Italia per incremento, subito dopo la Provincia autonoma di Bolzano.
Il dato quantitativo va letto insieme a un altro elemento rilevante: l’Umbria, a differenza di altre realtà con forti incrementi percentuali, presenta livelli di consumo già superiori alla media nazionale, e quindi la crescita si innesta su un utilizzo già elevato.
Nel contesto nazionale, il rapporto Aifa evidenzia come nel 2024 quasi quattro cittadini su dieci abbiano ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici, con una maggiore incidenza nelle fasce più fragili della popolazione, in particolare nei bambini fino a quattro anni e negli anziani sopra gli 85. L’Italia nel complesso mantiene livelli di consumo superiori alla media europea: il consumo territoriale si attesta a 20,4 dosi giornaliere definite (Ddd) per mille abitanti al giorno, contro una media europea di 18,8.
Sul piano qualitativo, il rapporto segnala anche un uso elevato di antibiotici ad ampio spettro, con un rapporto tra queste molecole e quelle a spettro ristretto pari a 9,3 in Italia contro una media europea di 4,6, indicatore associato a un maggiore rischio di sviluppo di resistenze.
Per quanto riguarda i dati di dettaglio territoriale, le analisi più recenti disponibili mostrano che in Umbria, già nel 2023, il consumo di antibiotici acquistati privatamente si attestava a 2,23 DDD per mille abitanti al giorno, in crescita rispetto ai 2,18 del 2022. Si tratta di un indicatore parziale ma utile a confermare una tendenza all’aumento che prosegue anche nel 2024.
Le indicazioni delle principali autorità sanitarie, dall’Organizzazione mondiale della sanità all’Agenzia italiana del farmaco e al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, insistono sulla necessità di ridurre l’uso degli antibiotici perché un ricorso eccessivo o improprio favorisce lo sviluppo dell’antimicrobico-resistenza. In pratica, i batteri diventano progressivamente insensibili ai farmaci, rendendo meno efficaci le cure e aumentando il rischio di complicanze, ricoveri e mortalità. Le raccomandazioni sono quindi di limitare l’impiego agli antibiotici solo quando necessari, evitare l’uso per infezioni virali come influenza o raffreddore, privilegiare molecole a spettro ristretto quando possibile e seguire correttamente dosi e durata delle terapie.
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