FdI chiama la Corte dei Conti

Fratelli d’Italia continua ad alzare il tiro sulla gestione dell’ammanco all’Agenzia per la Mobilità (aMo), che da qualche mese sta infiammando la politica cittadina. Durante una conferenza stampa tenutasi in Municipio a Modena, i meloniani hanno infatti annunciato un’interrogazione parlamentare e un imminente esposto alla Corte dei Conti, denunciando un presunto “scudo” politico a favore degli ex vertice dell’Agenzia targato Partito Democratico.
L’attacco dei meloniani
Nel mirino degli esponenti di FdI ci sono le recenti decisioni dell’assemblea dei soci e, in particolare, l’accordo transattivo raggiunto con gli ex amministratori Burzacchini e Reggianini. Secondo l’opposizione, la vicenda dimostrerebbe la priorità data alla tutela dell’immagine del PD a discapito delle casse pubbliche.
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“Non è chiaro se si stiano facendo gli interessi della collettività o quelli del partito, in un intreccio continuo e sistematico dove non si riesce a disgiungere il Partito Democratico dalle istituzioni”, – ha tuonato il senatore Michele Barcaiuolo, confermando di aver già depositato un’interrogazione parlamentare in merito. Il coordinatore regionale ha usato parole durissime contro l’accordo siglato: “Il trattamento riservato a Reggianini, con 60 rate su una sola parte dell’ammanco, nonostante fosse lui l’amministratore unico, è sintomatico di un’attenzione che difficilmente trova spiegazione in qualcosa che non sia l’appartenenza. Una soluzione che ricorda le offerte a rate alla Divani & Divani”.
Nel mirino il piano di rateizzazione
A scendere nei dettagli contabili dell’accordo è stata la vicecapogruppo Elisa Rossini, che ha puntato il dito contro il verbale dell’assemblea del 16 febbraio, dal quale si evincerebbe che l’ex amministratore unico e segretario provinciale del Pd verserà una cifra di poco meno di 60mila euro in 60 rate mensili infruttifere. “Un accordo scandaloso che ha trovato pieno appoggio da parte del sindaco Mezzetti”, – ha rincarato Rossini, lanciando una provocazione ai cittadini: “Chiedano al sindaco lo stesso trattamento riservato all’ex segretario del Partito Democratico: pagamenti in comode 60 rate senza interessi e sanzioni”.
Sulla base di questi elementi, il capogruppo in Consiglio comunale Luca Negrini ha formalmente chiesto un passo indietro dell’attuale amministratore unico di aMo, l’ex assessore Bosi. mentre il consigliere regionale Ferdinando Pulitanò ha sottolineato: – Si è scelto di salvare Reggianini concedendo di fatto uno scudo totale. Un danno superiore al mezzo milione di euro viene scaricato sui cittadini, a pagare saranno il trasporto pubblico locale, gli studenti e i lavoratori.
La replica di Bosi
La posizione ufficiale dell’Agenzia, che rivendica la concretezza dei risultati ottenuti negli ultimi otto mesi, è arrivata qualche ora dopo dallo stesso Andrea Bosi. Secondo la dirigenza, nonostante le critiche e le ironie sollevate dal centrodestra, l’efficacia concreta dei pignoramenti, a cui ne stanno seguendo altri, “conferma la validità del metodo adottato per mettere al sicuro le risorse pubbliche”.
L’amministratore unico ha sottolineato come la delibera dello scorso 16 febbraio sia stata votata dai soci, rappresentanti il 97% elle quote tra Comuni e Provincia, senza che venisse registrato alcun voto contrario. Questa unanimità, secondo Bosi, poggerebbe sulla solidità di valutazioni legali e perizie di commercialisti di riconosciuto valore, elementi tecnici che dimostrerebbero la terzietà delle scelte effettuate, slegandole da presunte logiche di appartenenza politica. La decisione di procedere con transazioni bonarie verso alcuni ex amministratori viene difesa come la strada più “sicura e celere” per incassare le somme, evitando i costi, i tempi lunghi e l’incertezza legata a giudizi legali per fatti imputabili a responsabilità altrui.
“La mia intenzione, e quella dei Soci, è lavorare con ogni strumento messo a disposizione dalla normativa per il recupero del denaro sottratto, nei tempi dovuti e dettati dalla giustizia, nonostante l’infrazione del segreto su atti ottenuti tramite accesso riservato ai consiglieri non aiuti i professionisti incaricati da aMo a costruire le migliori strategie per far valere l’interesse dei cittadini nelle opportune sedi e nonostante si continuino a esprimere parole di biasimo unicamente sulla base dell’appartenenza politica e non nei confronti di chi risulta al momento unica indagata rispetto ai fatti contestati. Inoltre – conclude Bosi – a seguito del primo pignoramento mobiliare eseguito da aMo nell’ambito del Decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo emesso dal Tribunale nei confronti dell’ex dipendente sono rientrati nelle disponibilità della Società 20.000 euro, a conferma che anche risultati progressivi e puntuali contribuiscono in modo significativo alla tutela delle risorse pubbliche”.
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