Abruzzo

Partiamo sfavoriti, ma possiamo scegliere i migliori


Si chiama “Chieti in Comune” la lista creata dall’associazione Chieti bene comune, a sostegno del candidato sindaco Giancarlo Cascini, presentata martedì 7 aprile. Un nome, spiegano i promotori, che contiene due significati: “Portare in amministrazione non un gruppo, ma la città stessa e una città che riscopre il proprio essere comunità”.

“Noi non proponiamo soluzioni facili e men che meno luoghi comuni – hanno spiegato il candidato sindaco e i suoi – dove tutto sembra facile e a portata di mano. È una demagogia che lasciamo ad altri. Noi portiamo una consapevolezza dei problemi e un metodo per risolverli: analisi, visione e progetto. Un’analisi che parte da lontano, perché è da lontano che arrivano gli aumenti nei supermercati. Un’analisi che considera anche le cause degli aumenti delle tariffe, le quali, invece, arrivano da molto vicino, cioè dal dissesto, che è un fallimento, oltre che di un’Amministrazione, di un modo di pensare la città”.

“Il sistema delle alleanze e dei partiti – dicono – non è più in grado di dare risposte perché è un sistema che ha retto finché ci sono stati partecipazione e controllo. Molti lo hanno percepito e, di conseguenza, non votano. Ora, bisogna intervenire sulle cause radice, a cominciare dalla più importante che è lo spopolamento”.

“Spopolamento – evidenziano – vuol dire meno risorse umane e meno tributi, che portano a minori servizi che portano, a loro volta, a meno attrattività e ulteriore spopolamento. Non possiamo permetterci di perdere giovani. Vogliamo interrompere questo circolo vizioso. Di qui, la visione di una città diversa: una città accogliente, amichevole ed efficiente”.

“Da qui il progetto che si basa su tre neologismi: restanza, tornanza e arrivanza. In parole povere, dobbiamo creare nuove residenze. Questa è la direzione. C’è da lavorare e lo sappiamo. Bisogna ripensare al nostro modo di essere e di apparire. Per questo pensiamo a una amministrazione che faccia il suo meglio, per gli aspetti che le competono e faccia da facilitatrice per far incontrare i cittadini e le forze produttive. Dall’ascolto e dalla organizzazione nascono la conoscenza dei problemi e le idee per risolverli. Noi ci presentiamo da soli, sfavoriti dal meccanismo elettorale, ma abbiamo la forza di non dover partire con un debito di gratitudine a forze politiche o a singole ambizioni. Ci possiamo permettere di scegliere i migliori. Ci possiamo permettere di evitare clientelismi e scelte finalizzate al consenso di pochi a scapito del vantaggio di molti”.

Per gli esponenti di Chieti in Comune: “Abbiamo a Chieti delle eccellenze, nelle professioni e nelle conoscenze: vogliamo coinvolgerle nell’amministrazione. Abbiamo anche un’eccellenza che abbiamo ereditato dalla nostra storia, più lunga degli ultimi decenni, e che dobbiamo coltivare: Chieti deve diventare una capitale del vivere bene. Ci sono già segnali positivi, che noi vogliamo intercettare e favorire. Vivere bene in città e nei quartieri, che devono coltivare una loro autonomia nel vivere bene, fornendo loro i servizi essenziali e favorendo la loro crescita sociale, perché nessuno si senta solo e ognuno possa sviluppare il suo progetto di vita avendo a fianco un’amministrazione amica. La nostra attenzione si rivolgerà a questi. Per questo il nostro progetto conta molto sugli aspetti di socialità, consapevoli che il sociale è buona vita e, insieme, economia”.

“Il questionario condotto dall’associazione Chieti bene comune è una guida. Sappiamo dove intervenire nel concreto. Una città inclusiva, che deve iniziare dal parlare con se stessa, conoscersi e ritrovare la sua unità per migliorare il suo destino comune. Molti cittadini ci stanno già dimostrando di aver capito e abbiamo offerte di collaborazioni. Nessuna competenza andrà persa. È un’epoca di cambiamenti e nessun risultato è scontato. Non ci saranno vittorie a tavolino – concludono – e noi non abbiamo avversari, se non i problemi delle persone. ‘Chieti bene comune’ non è solo il nome della nostra lista: è il nostro obiettivo”.

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