Teatro Carlo Felice, il bilancio 2024 finisce sul tavolo di Procura e Corte dei Conti

Genova. Dopo quelli di Amt, anche i conti del Carlo Felice di Genova finiscono in mano alla magistratura. Oggi, martedì 7 aprile, la fondazione del teatro ha deciso di depositare un doppio esposto, alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, in merito al bilancio 2024.
Nelle passate settimane la sindaca di Genova Silvia Salis, che presiede anche il consiglio di indirizzo della fondazione Carlo Felice, aveva avuto più di un colloquio con il procuratore capo Nicola Piacente ed è probabile che la questione fosse stata affrontata in maniera informale.
A preoccupare gli attuali vertici del teatro, compreso il sovrintendente Michele Galli, sono alcune voci poco trasparenti e in particolare la decisione della passata gestione di inserire come posta positiva (ammortamento) nel bilancio per 1,4 milioni alcune scenografie acquistate di seconda mano dal teatro della Scala (per 30mila euro) e poi ristrutturate dal personale del teatro. L’aumento esponenziale di valore, stabilito con una perizia non asseverata, ha ripianato solo in maniera teorica le casse della fondazione, consentendo di chiudere il bilancio 2024 con circa 14mila euro di avanzo.
La patrimonializzazione riguardava, nello specifico, quattro allestimenti scenici relativi alle opere Idomeneo (Mozart), Madama Butterfly (Puccini), I due Foscari e Falstaff (Verdi).
L’analisi condotta dal nuovo consiglio di indirizzo, insediatosi nell’aprile 2025, ha evidenziato la necessità di ulteriori approfondimenti sul tema, anche alla luce delle osservazioni formulate dal nuovo collegio dei revisori. Nel corso di queste attività sono stati acquisiti elementi tecnici e amministrativi, tra cui relazioni interne e valutazioni economiche, nonché disposta una ulteriore perizia indipendente affidata a un esperto di chiara fama nel settore degli allestimenti teatrali.
“Abbiamo denunciato una situazione che ci preoccupa molto e che riguarda il bilancio 2024 approvato dalla precedente gestione, è necessario che si facciano tutti gli accertamenti – dichiara Silvia Salis – se qualcuno avesse messo in pratica comportamenti illeciti ne risponderà nelle sedi opportune, ma le conseguenze di queste azioni ricadrebbero sul presente e sul futuro del teatro e della città“.
“Il bilancio 2025 prevede al momento una perdita di 2,8 milioni di euro, ma se la supervalutazione delle scenografie verrà accertata, le perdite potrebbero salire ancora di almeno un altro milione. Ne pagherebbero le conseguenze gli oltre 300 lavoratori, la portata di alcuni contributi pubblici e il prestigio stesso del Carlo Felice”, continua la sindaca.
“La situazione del Teatro Carlo Felice impone scelte responsabili – aggiunge l’assessore alla Cultura del Comune di Genova, Giacomo Montanari – oggi abbiamo un teatro che attira molto pubblico, grazie alla riprogrammazione attuata da maggio, ma che è in difficoltà perché nei bilanci sono state fatte operazioni poco spiegabili, a detta anche dei nuovi revisori dei conti. In questo quadro, il Comune ha sostenuto l’attività svolta anche oltre il previsto, mentre sono mancati i contributi della Regione Liguria nei tempi necessari. La qualità culturale si difende con scelte serie e rispettose delle risorse pubbliche e del lavoro di chi opera nel settore”.
“Abbiamo assunto – dichiara il sovrintendente Michele Galli – un atteggiamento di responsabilità nei confronti delle istituzioni, degli organi di controllo e della collettività. Il Teatro Carlo Felice sta portando avanti un percorso rigoroso di analisi e riordino della propria situazione economico-finanziaria, con l’obiettivo di garantire una gestione solida, corretta e sostenibile nel tempo, nel pieno rispetto dei principi di veridicità, trasparenza e sostenibilità del bilancio”.
In queste settimane un altro tema caldo è quello del Festival del balletto di Nervi, per cui recentemente la giunta comunale ha deciso di non procedere con l’edizione 2026 per le troppe incognite su bilancio e costi. L’edizione 2026 era stata deliberata dal consiglio d’indirizzo nel gennaio 2025 indicando a bilancio 1 milione di contributi pubblici mai incassati. La nuova amministrazione comunale aveva deciso di ripianare il buco: 300 mila euro sono stati versati a fine 2025 e altri 700 mila euro saranno versati entro il 30 giugno 2026, ma le risorse per l’edizione 2026, a oggi, non ci sono (nonostante le critiche del centrodestra).




