Friuli Venezia Giulia

si rischia davvero il ritorno alla DAD?

7 aprile 2026 – ore 11:30 – Il governo sta valutando un piano di gestione della domanda energetica da attivare entro maggio, nel caso in cui le tensioni nell’area dello Stretto di Hormuz dovessero compromettere i flussi di approvvigionamento. Le scorte di gas, che attualmente riempiono i depositi per il 44%, offrono un margine di sicurezza più ampio rispetto alla media europea, ma le forniture in arrivo potrebbero rallentare nelle prossime settimane: di conseguenza, l’esecutivo sta esaminando misure graduali per contenere i consumi. Tra queste, figurano la riduzione delle temperature di climatizzazione, l’eventuale reintroduzione del sistema delle targhe alterne, l’estensione dello smart working, interventi sull’illuminazione pubblica e una possibile rimodulazione della produzione nelle filiere più energivore, come l’industria siderurgica e meccanica.

Nel dibattito si inserisce l’ipotesi, avanzata da alcuni sindacati e in primis dall’ANIEF, di un ritorno alla didattica a distanza a partire dal 1° maggio: secondo i promotori della Dad, si tratterebbe di una misura drastica ma coerente con un eventuale piano di risparmio energetico. In questo contesto, lavorare in smart working e frequentare le lezioni da casa permetterebbe di ridurre significativamente la mobilità quotidiana, abbattendo i consumi di carburante ed energia. Questa posizione si contrappone però a quella della Rete nazionale per la scuola in presenza, movimento nato dopo la pandemia che giudica la Dad uno strumento dannoso per il benessere psicologico e relazionale degli studenti, in particolare i più fragili. Nello specifico, le associazioni contrarie ricordano come la didattica a distanza abbia limitato notevolmente inclusione, socialità e continuità educativa: da questo punto di vista, tornare alla Dad significherebbe sacrificare la scuola nel suo ruolo fondamentale di spazio di partecipazione, relazione e crescita.

Per ora, le valutazioni in corso escludono un ritorno generalizzato alla didattica a distanza: l’obiettivo dichiarato è garantire continuità educativa anche in caso di riduzione delle forniture, portando per quanto possibile alla conclusione dell’anno scolastico in presenza. Nei prossimi giorni la premier Meloni interverrà in Parlamento, aprendo formalmente il confronto con le Camere sulle misure da adottare: un confronto che dovrà conciliare esigenze energetiche da un lato e tutela dei servizi essenziali dall’altro.

Articolo di Benedetta Marchetti 




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