Sicilia

Da mezzo secolo con gusto, storia dei gelati Stancampiano

Era l’anno 1975. Le valigie per sorvolare l’Oceano e coronare il «sogno americano», l’epico american dream, erano pronte, quando un’anziana coppia di coniugi mise in vendita un chioschetto che vendeva gelati in via Notarbartolo, a Palermo, zona residenziale della città. Umberto Stancampiano decise di provarci; rilevò l’attività, allora in perdita, dei due vecchietti e cominciò a produrre gelato. La voglia di fare e di imparare era molta e serviva l’aiuto di tutta la famiglia. C’era chi sbucciava la frutta, chi la mondava, chi bolliva il latte. Umberto coordinava tutta l’attività e si rimboccava le maniche per cominciare a dare vita alle proprie ricette, sperimentando sul campo, procedendo per prove ed errori, fino a raggiungere il gusto desiderato.

Sicuramente un buon lavoro, perché i palermitani cominciarono a frequentare il chioschetto. La partenza per l’America venne cancellata. Di quel piccolo punto vendita dove gli avventori potevano consumare i gelati soltanto all’aperto e in piedi è rimasto solo il nome. Perché grazie alla bontà dei gelati di Umberto quella piccola attività è diventata un pezzo di storia della città, il «Chioschetto» di via Notarbartolo 56. Nel 1982 è stato premiato come migliore gelateria d’Italia e successivamente ha ottenuto riconoscimenti nazionali e internazionali. Nel 1995 il gelato di Stancampiano è stato servito a Papa Giovanni Paolo II al Castello Utveggio durante il suo soggiorno.

A quarant’anni da quell’esordio, la famiglia Stancampiano continuò a scrivere, a Palermo, la storia e la tradizione della gelateria siciliana con l’apertura del punto vendita di via Campolo 94. L’entusiasmo di Umberto Stancampiano, oggi nonno, è ancora trascinante. È ancora lui, infatti, a tracciare il tragitto dell’attività di famiglia. Nel luglio 2015 aprì i battenti lo Stancampiano lounge bar, a poca distanza dallo storico chioschetto. L’elegante punto vendita è stato progettato dall’architetto Adriano Saramuzza, un apprezzato interior designer. Leggermente sopraelevato rispetto al marciapiede, cui si accede salendo qualche gradino, vanta un’area esterna con almeno 40 posti a sedere, decorata con fioriere e piccole lanterne, ed una interna con un’altra trentina di posti.

L’illuminazione del locale, raffinato nelle scelte cromatiche e curato in ogni dettaglio, ricrea un cielo stellato con piccole luci, incastonate in un controsoffitto e impreziosite da cristalli di Swarovski. Per l’aperitivo le luci diventano soffuse per un’atmosfera più calda, i clienti all’interno hanno a disposizione anche una tv con un maxi schermo. Il lounge è una «macchina da guerra» aperta dalle sette di mattina alle due di notte (le tre il sabato). Per i clienti a disposizione, quindi, la caffetteria e i dolci per la colazione, proposte per un pranzo veloce e per la cena. All’ora dell’aperitivo anche tante proposte stuzzicanti per accompagnare i cocktail decorati con bellezza e originalità.

Punto di forza del lounge rimane comunque la produzione di gelateria, attiva tutto l’anno, che si fregia del nome della famiglia che in città è sinonimo di buon gelato artigianale. D’estate i gusti proposti sono 48 e scendono a 30 in inverno, esposti in due vetrine di grande effetto. A richiesta i coni e le brioche sono decorati con le fragoline, l’antica «firma» del chioschetto, ricoperte di cioccolato, bianco o nero, granelle di nocciola e piccole cialde. Ai gelati, nelle loro declinazioni – dalle classiche «bombette» siciliane, ai conetti di gelato fino alle torte e ai tronchetti – si affiancano le granite siciliane, proposte in diversi gusti. Nella gestione è coinvolta tutta la famiglia. In aiuto del maestro Umberto ci sono, infatti, la moglie Maria e tutti i figli: Tania, Francesco, Nicola e Marcella.

A raccontare la storia della famiglia Stancampiano è Tania, una delle figlie di Umberto. «Avevo dieci anni quando ho cominciato ad aiutare mio padre nella gestione del chioschetto – dice Tania -. Cinquant’anni fa produrre il gelato era molto più faticoso, non avendo a disposizione gli strumenti di oggi. Fare il gelato era un lavoro di braccia, dallo sbucciare la frutta al mescolare le miscele. I pastorizzatori non esistevano e quindi il latte veniva bollito. Abbiamo cominciato con i pozzetti e due macchine del gelato, rilevando quel piccolo punto vendita grazie alla firma di cambiali. Per tentare di fare decollare l’attività lavoravamo 24 ore su 24 ed eravamo sempre aperti. Ero una ragazzina e avevo due amiche inseparabili, venivano a trovarmi al locale e lavoravano anche loro, sbucciando la frutta o spremendo i limoni. Nella preparazione delle miscele mio padre ha sempre utilizzato ingredienti genuini, dal latte alla frutta fresca, ha cominciato la produzione da autodidatta, bilanciando, provando e riprovando fino al raggiungimento della miscela per lui perfetta».

Da allora Umberto Stancampiano si dedica totalmente ad elaborare ricette per produrre un ottimo gelato aggiungendo soltanto ingredienti semplici e naturali come il latte, lo zucchero e la frutta fresca. «I gusti classici – spiega Tania – rimangono i più richiesti, ma i giovanissimi chiedono sempre più spesso crepe e waffel con gelato, piuttosto che i più semplici coni o brioches e amano arricchirli con topping e decorazioni. Tra queste continuiamo a proporre le fragoline, seguendo la tradizione del chioschetto che farciva le brioche con panna e fragoline». Tra le proposte di gusti classici non mancano ovviamente la zuppa inglese, il pistacchio, il croccantino all’amarena, la fragola, fatta con le fragoline di bosco, il cioccolato di Modica, la liquirizia, e tutti i gusti di frutta di stagione, dall’anguria al melone, dal limone al mango, dall’ananas alla pesca, al cocco. Creme particolari: la Baciata, la Setteveli, la Pistacchiosa (cioccolato bianco, pistacchio e crema di pistacchio) e ancora la Spagnola, il biscotto e la cannella. Specialità della casa Stancampiano un gelato a base di fior di latte, fragola, fragoline e croccante. Al lounge lavorano una ventina di persone, per i golosi, qui, la sosta è d’obbligo. Chi varca la soglia del locale ha solo l’imbarazzo della scelta: dolce, salato, mignon, tutti conditi con una passione e una determinazione che da oltre 50 anni vede questa famiglia unita nella costruzione del proprio futuro.


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