l’anticipo dell’Olimpico – Il Tempo

Solo un pari contro il Parma, niente poker: la Lazio rimedia un punto in rimonta ma gioca un’altra partita seria sopratutto nella ripresa. Apre Delprato, 1-1 di Noslin, sempre lui, come all’andata quando, però, una sua rete valse la vittoria in nove contro undici. Benino sul campo, la solita tristezza sugli spalti con poche presenze per lo sciopero contro la gestione del presidente Lotito. Difficile capire come si potrà uscire da questa situazione di stallo, le previsioni sono nefaste, i tifosi non si presentano più allo stadio, probabile anche il boicottaggio degli abbonamenti per spingere il padrone del club a lasciare la Lazio. Lo strappo appare definitivo, non ci sono margini per una possibile mediazione e quindi anche stavolta l’Olimpico è deserto. Oltre ai 4000 paganti, c’è qualche migliaia dei 30.000 abbonati che ha preferito essere presente: alla fine gli ingressi sono 11.244 a confermare che lo sciopero ormai riguarda la quasi totalità della gente laziale.
Ma torniamo alla partita: anche stavolta Sarri si presenta in totale emergenza, manca quasi una squadra: il portiere Provedel, i difensori Gigot, Patric, Gila e Pellegrini, i centrocampisti Rovella e il capitano Zaccagni. L’allenatore biancoceleste non rischia nessuno perché la semifinale di ritorno a Bergamo del 22 aprile è la priorità di questo finale di stagione con li biancocelesti ormai relegati a metà classifica in una posizione anonima. Fiducia a Motta in porta, si rivede Cataldi in regia, giocano i due danesi reduci dall’eliminazione della propria nazionale dai mondiali, Maldini agisce sempre da attaccante centrale. Il giovane tecnico spagnolo Cuesta, dopo una partenza alla ricerca del bel gioco, si è ben presto Italianizzato con una strategia di gioco molto difensiva, la migliore per conquistare la salvezza nel nostro campionato. Quindi, poco fraseggio a metà campo e tanta minestra col bomber Pellegrino pronto a colpire in contropiede.
Si parte e subito Parma avanti: punizione di Valeri, difesa laziale poco reattiva e Delprato infila l’incolpevole Motta. La reazione c’è ma non produce tiri verso la porta di Suzuki. Senza profondità, la spinta è continua soprattutto dalla parte di Tavares, Pedro e Isaksen non pungono e così il fortino degli ospiti resiste senza grandi sofferenze fino all’intervallo.
Da segnalare il solito arbitro ostile, Marcenaro di Genova, fiscale con i laziali che chiedono un paio di rigori su Maldini e Taylor, permissivo col Parma. Nella ripresa dieci minuti di nulla e poi i cambi di Sarri che stravolge l’attacco con Cancellieri, Dia e Noslin (fuori Isaksen, Maldini e Pedro), poi entra anche Lazzari per Marusic. Proprio l’olandese trova il pari in un’azione tutta orange rifinita da Taylor: la Lazio va all’assalto. A quel punto Marcenero sale in cattedra, si fa aiutare sul Var su un’azione elementare con Pellegrino che parte in fuorigioco e poi guadagna un rigore per fallo di mano di Tavares, infine ignora un rigore solare su Lazzari. Finisce 1-1 tra i rimpianti.
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