la Lega accelera sullo sgombero dell’ex Colonia Vittorio Emanuele III
Mentre il centro di Roma è attraversato dalle grandi manifestazioni, sul litorale prende forma una mobilitazione diversa, silenziosa ma partecipata.
A Ostia, lungo via Orazio dello Sbirro, decine di cittadini si sono messi in fila sin dalle prime ore del mattino per firmare la petizione promossa dalla Lega: nel mirino c’è l’ex colonia Vittorio Emanuele III, simbolo di un degrado che da anni segna il volto del lungomare.
In poche ore le sottoscrizioni hanno sfiorato quota mille, segno di un malcontento diffuso che ora cerca una risposta concreta.
La raccolta firme nasce dopo lo scontro politico in Consiglio Municipale, dove giovedì scorso è stato respinto un documento che chiedeva un intervento immediato per ristabilire legalità e sicurezza nell’area di lungomare Paolo Toscanelli.
Una bocciatura che ha acceso la protesta dell’opposizione, decisa a trasferire la battaglia dalle aule istituzionali alla piazza.
Al centro della richiesta non c’è solo lo sgombero, ma anche una gestione strutturata della situazione. Secondo i promotori, i nuclei familiari attualmente presenti nella struttura e in possesso dei requisiti dovrebbero essere inseriti nei percorsi di assistenza abitativa del Comune.
Per gli altri occupanti, invece, si invoca un intervento deciso delle autorità, insieme a misure per ripristinare condizioni minime di sicurezza e decoro.
L’obiettivo è portare le firme direttamente all’attenzione della Prefettura, nel tentativo di sbloccare una vicenda che si trascina da oltre un decennio.
“Porteremo queste firme direttamente al Prefetto di Roma”, dichiarano il capogruppo della Lega in Municipio X Monica Picca e il consigliere Alessandro Aguzzetti . “La Vittorio Emanuele deve essere restituita alla cittadinanza. È inaccettabile che la sinistra bocci per ideologia un atto di legalità che Ostia aspetta da oltre dieci anni”.
L’ex colonia, infatti, rappresenta da anni una ferita aperta per Ostia: tra occupazioni, episodi di microcriminalità e progetti di recupero mai decollati, il complesso continua a essere uno dei nodi più irrisolti del territorio.
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