Fano, addio a Valter Gambelli, l’artista innamorato dei colori. Tanti amici e colleghi all’ultimo saluto all’Ulivo con l’orazione di Ferri

FANO La primavera ha estratto i colori più belli ieri sulla collina di San Biagio per rendere omaggio a un artista che era innamorato dei colori. Il cielo terso, il verde sfumato della campagna, il viola delle violette, il giallo delle margherite, l’arcobaleno delle primule hanno composto una bella tavolozza su cui si sono depositati i ricordi di tanti amici che hanno conosciuto e apprezzato Valter Gambelli, deceduto in seguito a complicazioni post operatorie all’età di 73 anni.
Ieri pomeriggio sono venuti in tanti a rendergli l’ultimo saluto nella sala dei dolenti nel cimitero dell’Ulivo, dove Marco Ferri, poeta, molto legato al mondo dell’arte e della letteratura fanese e grande amico del defunto, ha espresso un ricordo. Arte e letteratura che hanno appassionato anche lo stesso artista il quale amava stabilire rapporti tra l’arte del pennello e quella della parola.
«Arte e letteratura – ha evidenziato Marco Ferri – erano il suo mondo, anche se soprattutto l’arte dominava i suoi pensieri. Un’arte che è stata colta e illustrata in occasione delle sue mostre da critici importanti: Ruggero Manzoni, Tiberio Maurizi, Walter Guadagnini, Bruno Ceci». Valter Gambelli era un artista indefesso: lavorava, produceva tanto. Dopo essersi diplomato all’istituto d’arte di Fano, aveva frequentato l’Accademia di Belle Arti di Roma. Una delle sue prime esposizioni risale al 1971 quando partecipò con alcune opere al XXI premio “G.B. Salvi” di Sassoferrato, da allora la sua presenza negli ambienti artistici locali e nazionali è stata assidua, esponendo anche a Milano, a Brescia, a Bologna, al palazzo dei Congressi a Roma, a Bergamo e all’estero soprattutto in Spagna.
In occasione della sua personale “Tentazioni” organizzata nel 2003 nella galleria Gasparelli a Fano intervennero oltre a Gian Ruggero Manzoni, Marco Ferri, Gabriele Ghiandoni, Katia Migliori, Feliciano Paoli e Francesco Scarabicchi. Era una mostra che rappresentava cinque luoghi della memoria, inviluppati in 3 anni di lavoro creativo. Altro importante appuntamento fu il precedente “Climi” una serie di opere pubblicate nel 1993 con contributi di Walter Guadagnini “Per Gambelli”, di Francesco Scarabicchi “L’anima dell’immagine”, di Marco Ferri “Le acque immaginarie”, di Katia Migliori “Nel sonno” e di Massimo Raffaelli “La salubrità dell’aria”. Nel 2017 con la mostra itinerante Metropolis ha esposto anche in Germania, Usa e Brasile.
Le ceneri in mare
Ma enumerare tutte le occasioni in cui Valter Gambelli mostrò il suo straordinario mondo fatto di colori, in cui volavano alti gli aquiloni, è impossibile, tante sono le volte e le espressioni in cui l’ha manifestato; e ieri, prima che le sue ceneri – come egli ha lasciato detto – siano disperse in mare, gli hanno reso omaggio altri valenti artisti, come Giovanni Bellantuono, Paolo Del Signore, Giulio Marcucci, e soprattutto il dirigente della scuola di Mondolfo che lo ha conosciuto e apprezzato come insegnante.




