A Modena trionfa la Costituzione, ora il Governo si fermi

L’esito del referendum costituzionale sulla giustizia accende l’entusiasmo nel campo del centrosinistra modenese, che quando lo spoglio delle schede è ormai terminato analizza con grande soddisfazione sia l’alta affluenza che la netta vittoria del fronte del NO.
A tracciare un primo bilancio a caldo è il sindaco Massimo Mezzetti, che sottolinea l’importanza della mobilitazione cittadina a difesa delle istituzioni. “Il voto di questi due giorni rappresenta una vittoria della democrazia e Modena è tra le città che hanno contribuito a fare la differenza, a partire dalla grandissima partecipazione che ha visto un’affluenza di oltre il 70% ai seggi e il doppio delle tessere elettorali rilasciate in questi giorni rispetto all’ultimo referendum”, dichiara il primo cittadino. Per Mezzetti, “i cittadini hanno dimostrato ancora una volta che quando la posta in gioco è la Costituzione la maggior parte degli italiani rimane innamorato della carta e suo geloso custode”.
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Un risultato che, secondo il sindaco, va oltre il quesito specifico: “E’ stato quindi un voto nel merito del provvedimento che porta con sé un dato profondamente politico verso il Governo cui consiglio di essere molto più cauto rispetto ad altri progetti, come quello del premierato. In questo contesto la stra grande maggioranza dei cittadini modenesi e emiliano-romagnoli ha scelto la partecipazione e l’amore per la Costituzione: un buon segno di questo inizio di primavera”.
Sulla stessa lunghezza d’onda si sintonizza il Partito Democratico, che legge nei numeri un monito inequivocabile per l’esecutivo nazionale. Massimo Paradisi, segretario della Federazione provinciale del Pd, parla apertamente di “una grande vittoria, sia dal punto di vista della partecipazione democratica, che del risultato la cui ampiezza è oltre le aspettative, e che indica in maniera incontrovertibile che gli italiani, e i modenesi, hanno bocciato su tutta la linea questo tentativo di stravolgere la Costituzione e l’apicequilibrio dei poteri dello Stato”.
Paradisi pone l’accento sulle ottime performance locali, ricordando come “in provincia di Modena, dato ancor più positivo, il ‘No’ ha prevalso con una percentuale che sfiora il 60%, un dato superiore alla media nazionale”. Dopo aver ringraziato attivisti, società civile, magistrati e avvocati per lo sforzo profuso nella campagna, il segretario dem guarda al futuro: “Questo non può non rappresentare anche un segnale per il Governo Meloni, anche perché la presidente del Consiglio si è spesa moltissimo in questa campagna referendaria. L’impegno ora è non disperdere il credito di chi è tornato a esprimere il proprio voto dopo tempo o chi come i più giovani si sono espressi chiaramente e in grande misura per il No. Da oggi, dunque, il centrosinistra tutto riparte, con una conferma fortissima e l’entusiasmo per tornare ad essere guida per l’Italia”.
Esulta anche il Movimento 5 Stelle: “Oggi celebriamo il frutto di un lavoro collettivo che, in questi mesi, ha visto ognuno di noi impegnarsi con determinazione, sia a livello individuale sia come comunità. Un percorso intenso, fatto di impegno, responsabilità e partecipazione, che ha dimostrato quanto la forza di un gruppo unito possa incidere concretamente nella difesa dei valori fondamentali”.
“È stato particolarmente significativo vedere come tutte e tutti abbiano contribuito senza risparmiarsi, mettendo al centro una battaglia comune, la tutela dei diritti dei cittadini e delle cittadine, con un’attenzione particolare verso le persone più fragili. Abbiamo difeso i principi della Costituzione, lo Stato di diritto e la qualità della nostra democrazia – spiegano i pentastellati modenesi – Questo risultato rappresenta non solo un traguardo, ma anche un punto di partenza. Insieme abbiamo dimostrato di essere una comunità viva, coesa e capace di incidere, una vera forza democratica e progressista. A tutte e tutti coloro che hanno contribuito va il nostro più sincero ringraziamento”.
A rivendicare la bontà del lungo percorso fatto tra le piazze e i cittadini è anche il Comitato modenese società civile per il No al referendum costituzionale, che ricorda il fondamentale lavoro porta a porta e nei banchetti di queste settimane. “Avevamo ragione noi”, dichiara il comitato in una nota congiunta. “Gli italiani non sono caduti nella trappola del Governo Meloni e hanno detto NO in maniera chiara e netta ad una riforma della Magistratura inutile e dannosa, perché volta ad indebolire l’autonomia e l’indipendenza della stessa Magistratura”.
I promotori evidenziano come il 57,8% dei modenesi si sia espresso contro la legge Nordio, decretando una sconfitta non solo elettorale, ma anche sociale e politica per l’esecutivo. “Ha sbagliato il Governo a utilizzare la Costituzione per dividere il Paese, la Costituzione è nata per unire”, incalzano gli attivisti, lanciando un ultimo e severo messaggio a Palazzo Chigi: “Aver vinto le elezioni non significa da parte della Meloni avere il monopolio della rappresentanza e della volontà popolare. Chi vince le elezioni è chiamato a governare, non a comandare”.
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