Crotone, le gang dei truffatori vendevano “aria” anche via social
Non solo siti web farlocchi. Le tre presunte bande di Crotone specializzate in truffe online avrebbero utilizzato anche Facebook per adescare ignari clienti in tutta Italia. I quali, attratti dai prezzi vantaggiosi, si ritrovavano a pagare prodotti che non venivano mai consegnati poiché esistevano solo sulla carta. È l’ipotizzato spaccato criminale che emerge dalle carte dell’inchiesta della Procura di Crotone venuta alla luce giovedì con il sequestro di beni mobili e immobili per oltre 300 mila euro da parte dei carabinieri, su disposizione del Gip del Tribunale di Crotone. Nel registro degli indagati sono finite 31 persone, tra presunti capi e sodali delle tre organizzazioni. Su 11 di loro pende una richiesta di arresto del pm su cui il Gip si determinerà dopo gli interrogatori previsti per il 25 marzo. Tra i numerosi episodi attenzionati dagli inquirenti, figura il contestato raggiro che sarebbe stato messo a segno nel 2022 sulla piattaforma “marketplace” dello storico social network.
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