“Planetario”, con l’arte pubblica e partecipata il Chianti si illumina di cultura e bellezza
A San Casciano Val di Pesa dal 19 giugno al 13 settembre, cinque appuntamenti, tra opere e performances, espressioni di danza e arti visive. Protagonisti del viaggio gli artisti Silvia Cini, Concetta Modica, Claudia Caldarano, Virgilio Sieni e Francesco Carone
Scritto da Redazione, lunedì 15 giugno 2026 alle 14:15
Nel Chianti, terra che narra tradizioni e identità costruite nel tempo, che rivela tracce e segni di memoria e indica prospettive e visioni per il futuro, prende vita un progetto artistico che si lascia ispirare dal territorio per creare nuovi linguaggi, performances e percorsi espositivi legati all’arte e alla danza contemporanea. Uno, mille punti di vista rivolti verso il cielo, intrisi di elementi naturali, culturali e architettonici, declinati nelle diverse sfumature emotive ed esperenziali, guidano questo nuovo percorso che innova, sperimenta, compie un’opera collettiva di rigenerazione urbana e comunitaria.
E’ “Planetario. Segni contemporanei sotto il cielo del Chianti”, il progetto d’arte contemporanea, promosso e finanziato dal Comune di San Casciano in Val di Pesa e dal Sistema Museale del Chianti e del Valdarno fiorentino, in collaborazione con la Regione Toscana e il sostegno di ChiantiBanca. Curato dal direttore artistico Pietro Gaglianò, il contenitore d’arte si snoderà attraverso cinque appuntamenti, in programma dal 19 giugno al 13 settembre 2026, in alcune delle ville e dimore storiche più pregiate del territorio: la tenuta Pia in Percussina, la Fattoria La Loggia e la Villa del Cigliano.
A guidare il viaggio di segni contemporanei, tra opere e performances, espressioni di danza e arti visive, saranno gli artisti Silvia Cini, Concetta Modica, Claudia Caldarano, Virgilio Sieni e Francesco Carone, invitati a riscoprire il rapporto con l’ambiente e il paesaggio attraverso un dialogo culturale inedito, un ponte fatto di esperienze, forme, passi, riflessi e luci che accostano passato e presente, arte e comunità, fuori e dentro le mura medievali di San Casciano in Val di Pesa.
Le dichiarazioni – Per l’intera estate – annuncia il sindaco Roberto Ciappi – San Casciano si tradurrà in una sede deputata alla creazione di molteplici opportunità di conoscenza e confronto con l’atmosfera intima e universale del contesto rurale delle nostre colline. Il progetto Planetario nasce con l’idea di valorizzare e promuovere il territorio attraverso gli strumenti, le energie, le espressioni dell’arte contemporanea, elaborata per abitare alcuni degli spazi iconici del Chianti”. “L’obiettivo è quello di esprimere una nuova idea di paesaggio culturale – continua il primo cittadino – scaturito dall’incontro tra ambiente e arte, ragione e sentimento, pensiero ed emozione. Gli artisti sono stati invitati a riflettere e generare linguaggi capaci di creare nuove connessioni e punti di contatto sensoriali, fisici e intellettuali con il territorio che veicolano messaggi e temi contemporanei attraverso le molteplici espressioni dell’arte e della danza”.
“Con ‘Planetario’ – afferma l’assessora alla cultura della Regione Toscana Cristina Manetti – siamo di fronte ad un progetto che incarna una visione di cultura come pratica collettiva e rigenerativa, capace di abitare il territorio e di aprire nuovi spazi di senso. La Regione Toscana sostiene con convinzione questa iniziativa perché crede nell’arte contemporanea come linguaggio vivo, radicato nel paesaggio e nella comunità. Il Chianti, con le sue ville storiche e la sua identità stratificata, diventa qui un palcoscenico straordinario per artisti che dialogano con la memoria e proiettano visioni sul futuro. Danza, arti visive e arte pubblica si intrecciano in un percorso che non si rivolge a un pubblico passivo, ma invita alla partecipazione e alla riflessione condivisa. È esattamente il tipo di progetto che vogliamo sostenere e valorizzare: un’esperienza culturale autentica, accessibile a tutti e capace di lasciare un segno duraturo nelle comunità che attraversa”.
“Il planetario è come il teatro: un luogo per la visione – sono le parole del direttore artistico Pietro Gaglianò – e in entrambi è cruciale la postura di chi osserva: un soggetto che tesse relazioni variabili con elementi consimili, misurando le prossimità e scoprendo le differenze. Tutti i progetti delle artiste e degli artisti coinvolti in questo planetario hanno a che fare con l’osservazione: del mondo vegetale, del cielo, della storia, delle storie di altri uomini e donne. E nel compiersi di questo esercizio emerge una cura per la coesistenza, un pensiero di emancipazione, un desiderio di comprensione reciproca e di pacificazione”.
Il filo conduttore che attraversa il progetto artistico è la richiesta di un futuro di pace da progettare e condividere, oggi una necessità assoluta. In un luogo di elevato pregio, come il Chianti, l’iniziativa aspira ad innestare speranze, intessere nuove trame con l’arte partecipata, capace di emozionare e veicolare storie, valori, tradizioni, stimolare percezioni diverse degli spazi e delle loro funzioni contemporanee. Gli artisti semineranno nuove visioni nel territorio, rivitalizzeranno le dinamiche relazioni che intercorrono tra arte, cultura e spazialità urbana e rurale, una dimensione poetica e concreta, capace di abitare luoghi inediti e sperimentare forme di linguaggio che valorizzino il rapporto con l’ambiente e la comunità.
L’immagine del progetto – L’immagine del progetto è firmata da Alessandra Marianelli, in arte Luchadora, visual artist e illustratrice. Il suo universo visivo, caratterizzato da forme morbide e colori vivaci, si ispira all’energia e alla fantasia delle luchadoras messicane. Un immaginario che coniuga impatto grafico, leggerezza narrativa e una forte attenzione ai temi dell’identità, del corpo e della comunità. La visual artist ha creato l’immagine che rappresenta “Planetario/ Segni contemporanei sotto il cielo del Chianti” prendendo spunto dai planetari veri e propri. Ha iniziato a immaginare la notte piena di stelle e tranquillità, e l’ha contestualizzata nel Chianti che è una zona ricca di natura. Infatti la ragazza che sta al centro della scena guarda in alto, verso le stelle, ma è immersa nella natura e nei sorrisi della comunità che vive il luogo. Il messaggio che voleva trasmettere era quello di unione e serenità, in qualche modo aveva piacere a mostrare un senso di collettività con le persone e la natura”.
Il programma nel dettaglio – PLANETARIO prende avvio il 19 giugno con un doppio appuntamento. Alle ore 17:00 si tiene “Estranee”, progetto pedagogico dell’artista Silvia Cini, la cui ricerca si rivolge all’ecosistema, indagandone elementi specifici e traducendoli in forme simboliche di relazione tra individui e comunità. Nella tenuta Pia in Percussina, Cini guida un gruppo di studenti, artisti e cittadini in una passeggiata estetico-botanica che invita a osservare le presenze vegetali come metafora della migrazione e della continua ridefinizione di ciò che chiamiamo casa.
Alle ore 21:00 viene presentata “27 luglio 1944. La notte della liberazione di San Casciano in Val di Pesa”, opera di Concetta Modica, realizzata per l’occasione e nata dalla serie Storia di un sepalo di pomodoro che volle farsi stella. Attraverso cieli in feltro ed elementi in bronzo, l’artista costruisce una costellazione di episodi della storia umana legati all’emancipazione e alla capacità trasformativa dell’ingegno. L’opera, che rimanda alla liberazione del territorio dall’occupazione nazifascista, diventa occasione di riflessione sul rapporto tra memoria storica, territorio e libertà. L’opera è allestita temporaneamente nel Museo Giuliano Ghelli.
Planetario è anche danza contemporanea. I due appuntamenti in calendario mettono al centro il corpo come luogo di una scrittura che si compie nella relazione con il pubblico. Un corpo che si fa dichiarazione di presenza civica, strumento di resistenza e invocazione di una pace ancora da costruire.
Il 30 giugno alle ore 19:30, nella Fattoria La Loggia, la danzatrice e coreografa Claudia Caldarano presenta “Offerta. La piaga del ballo”, un’indagine sul rapporto tra corpo, impotenza e potere che esplora la danza come forma di contagio in grado di trasformare la rassegnazione in azione collettiva, in un atto di resistenza poetica e politica. Lo spettacolo si ispira alla “piaga del ballo”, fenomeno di isteria collettiva che, a partire dall’episodio del 1518 a Strasburgo, attraversò l’Europa. Una donna, Troffea, iniziò a ballare in strada senza riuscire a fermarsi, contagiando un’intera città. Tra parole e gesti, Caldarano riporta in vita il dramma e la metafora di resistenza incarnata da Troffea e, nel finale, coinvolge il pubblico in scena.
Il 27 luglio alle ore 21:30, l’Arena tra le mura di San Casciano in Val di Pesa accoglie “Sonate Bach. Di fronte al dolore degli altri” di Virgilio Sieni. Cinque danzatori per undici ballate che deflagrano nel gesto del dolore e della trasfigurazione pittorica, richiamando altrettanti avvenimenti tragici legati ai conflitti recenti. Undici date emblematiche, raccolte intorno ai brani che compongono le Tre Sonate di J.S. Bach. Centinaia di fotografie tratte dagli archivi dei reporter di guerra hanno fornito i fotogrammi drammatici che compongono la partitura di una coreografia che assimila quelle posture, cercando un approccio irrisolvibile all’orrore. Le undici danze che si susseguono sono una dedica agli eventi che segnano iconograficamente il tessuto coreografico e trovano risonanza nelle parole dello stesso Sieni, che scandiscono ciascun quadro dello spettacolo.
Ultimo appuntamento il 13 settembre alle ore 21:00: il pubblico è chiamato a rivivere la storica tradizione della Rificolona in una processione notturna che si conclude nel giardino all’italiana della Villa del Cigliano. Ad attenderlo, un’opera dell’artista Francesco Carone: una piccola scultura composta da materiali diversi e collocata accanto a una vasca che riflette il cielo notturno. Realizzata nel 2025, “Astronomo (via dalla mia luce)” invita ad un ultimo esercizio di osservazione, capace di sottrarsi alle semplificazioni e di cogliere le relazioni che intrecciano mito e storia, vicende individuali e processi globali, cielo e terra.
[In collaborazione con l’Ufficio Stampa associato del Chianti fiorentino]
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