Veicoli fuori uso, nuove regole per la gestione delle batterie

È ripartito dal Piemonte il viaggio per la sostenibilità di Assoambiente (l’Associazione che rappresenta le imprese che operano nel settore dell’igiene urbana, riciclo, recupero, economia circolare, smaltimento rifiuti e bonifiche), con l’edizione 2026 di Impianti Aperti on the road, la campagna di sensibilizzazione che promuove la conoscenza delle infrastrutture industriali necessarie per una corretta e sostenibile gestione dei rifiuti.
La prima tappa si è svolta all’interno del rinnovato e ampliato impianto Autodemolizione Pollini a Lombardore, in provincia di Torino, che gestisce veicoli fuori uso. L’iniziativa ha previsto la visita guidata all’impianto, la presentazione del “Progetto Pollini’s Future” e un momento di approfondimento e confronto dedicato al tema “La gestione delle batterie da trazione nei centri di raccolta dei veicoli fuori uso”, cui hanno preso parte alcuni tra i principali attori della filiera.
A introdurre i lavori, il video intervento del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin che ha evidenziato come “‘Impianti Aperti’, patrocinata dal MASE, consenta a cittadini, studenti e istituzioni di toccare con mano un lavoro di grande utilità; è un’opportunità per trasmettere cultura e consapevolezza delle grandi sfide che abbiamo di fronte, perché l’economia circolare si costruisce sul territorio, tra le persone e tra le imprese. Il Governo va avanti ogni giorno con grande impegno sul fronte dell’economia circolare, anche attraverso gli importanti stanziamenti del Pnrr per costruire nuovi impianti di gestione del rifiuto, a difesa del modello italiano”.
“Con questa visita”, ha aggiunto il ministro Pichetto, “si può capire meglio la gestione articolata dei rifiuti in un settore complesso come quello dei veicoli fuori uso, con la richiesta di performance sempre più avanzate anche a fronte dell’evoluzione del mercato e del bisogno di sostituire i veicoli più vecchi e inquinanti con altri nuovi e più sostenibili”.
L’incontro è stato anche l’occasione per analizzare le novità introdotte dal decreto legislativo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 6 marzo scorso, che aggiorna la normativa nazionale sulla gestione delle batterie e dei relativi rifiuti, adeguando l’ordinamento italiano al nuovo regolamento europeo. Il provvedimento ridisegna l’intera filiera degli accumulatori – dalla produzione al riciclo – con un’attenzione particolare all’intercettazione e al recupero delle materie prime critiche e strategiche.
“Il decreto legislativo – ha spiegato nel corso dell’incontro il Direttore di Assoambiente Elisabetta Perrotta – coordina la normativa italiana con il regolamento europeo introducendo nuove disposizioni sull’organizzazione dei sistemi di responsabilità estesa del produttore, sulla vigilanza del mercato, sui controlli e sul regime sanzionatorio. Si tratta di un intervento che allinea la normativa di settore all’attuale contesto di mercato”.
“Un elemento centrale – ha proseguito Perrotta – è il rafforzamento dei sistemi di responsabilità estesa del produttore (EPR), che dovranno garantire la copertura integrale dei costi di gestione dei rifiuti di batterie su tutto il territorio nazionale: dalla raccolta al trattamento e al riciclo, tenendo conto anche del valore delle materie prime recuperate. Nella gestione di questi rifiuti che dal 9 dicembre prossimo saranno classificati come pericolosi, con procedure molto più stringenti per le spedizioni, i produttori dovranno considerare anche le elevate potenzialità legate al recupero dei critical raw materials contenuti nelle batterie. Un ulteriore tema da approfondire riguarderà il necessario utilizzo di materie prime seconde nella produzione di nuove batterie, elemento fondamentale per garantire un adeguato sbocco industriale alla filiera del riciclo”.
Nonostante la crescente attenzione del settore, il livello di raccolta delle batterie resta oggi fermo attorno al 30%, ben lontano dagli obiettivi europei: 63% entro il 31 dicembre 2027 e 73% entro il 31 dicembre 2030. Un divario che potrà essere colmato solo rafforzando i sistemi di raccolta, coinvolgendo maggiormente distribuzione e cittadini e sviluppando una filiera industriale integrata, con un forte coordinamento tra sistemi EPR, operatori logistici e impianti di trattamento.
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