Economia

Nelli (Pimco): “Le prospettive dell’obbligazionario per il 2026 restano interessanti”

Dopo i solidi risultati del 2025, l’obbligazionario di alta qualità continua a offrire rendimenti interessanti e diversificazione globale in un periodo di valutazioni azionarie elevate e spread creditizi compressi. Ne abbiamo parlato con Adriano Nelli, responsabile per l’Italia di Pimco.

Prospettive economiche: quali sono i punti chiave?

“La crescita rimane sorprendentemente resiliente: dopo aver resistito alle pressioni dei dazi nel 2025, le prospettive a breve termine appaiono più solide, sostenute dagli investimenti in intelligenza artificiale e dai guadagni di efficienza. I prezzi bassi delle esportazioni cinesi hanno facilitato il reindirizzamento dei flussi di merce prima diretti verso gli Stati Uniti. Negli Stati Uniti, le aziende ad alta intensità di capitale che adottano l’IA sono meglio posizionate e lo stesso vale per le famiglie più benestanti che beneficiano dei guadagni azionari trainati dai tecnologici. Gli altri sono sempre più a rischio di restare indietro. A livello globale, le frizioni commerciali, i diversi gradi di adozione dell’IA e le risposte a livello di politiche alimentano la divergenza tra Paesi. Le politiche monetarie e fiscali globali si muovono in direzioni differenti: il Regno Unito e diverse economie dei mercati emergenti con tassi reali elevati e spazio fiscale limitato con tutta probabilità allenteranno la politica monetaria più della Banca centrale europea o della Banca del Canada, dove si è già al livello neutrale. La politica fiscale avrà un ruolo di maggior rilievo in Cina, che subisce pressioni sul fronte commerciale, e negli Stati Uniti, dove i tagli delle tasse verosimilmente sosterranno famiglie e imprese”.

Adriano Nelli, responsabile per l’Italia di Pimco

Adriano Nelli, responsabile per l’Italia di Pimco 

Per quanto riguarda, invece, le prospettive di investimento: quali sono le linee guida?

“L’obbligazionario presenta opportunità convincenti e durevoli: le strategie obbligazionarie a gestione attiva hanno messo a segno i migliori risultati da anni nel 2025 e le prospettive per il 2026 sono altrettanto interessanti. Il riprezzamento dell’obbligazionario dopo la pandemia ha creato le condizioni per un periodo protratto di validi rendimenti di partenza. Le condizioni economiche divergenti offrono agli investitori attivi abbondanti modalità per generare alfa, ovvero performance superiori al mercato. Gli investitori hanno una rara opportunità di aumentare qualità e liquidità senza rinunciare a potenziale di rendimento analogo all’azionario in una fase in cui le valutazioni di quest’ultimo hanno raggiunto livelli estremi”.

La diversificazione globale concorre a mitigare i rischi?

“Le differenti politiche e condizioni dell’economia dei vari Paesi offrono opportunità di investimento nei mercati sia sviluppati (MS) che emergenti (ME). In particolare, diverse principali economie di questi ultimi offrono premi significativi in termini di rendimento reale rispetto all’obbligazionario dei mercati sviluppati come remunerazione di rischi che sono sempre più idiosincratici e diversificabili anziché sistemici. L’obbligazionario dei mercati emergenti in valuta locale ha conseguito solidi rendimenti nel 2025, conferendo al contempo cruciale diversificazione di portafoglio in una fase in cui le correlazioni nei mercati sviluppati restano elevate. Gli investimenti vanno scelti con particolare cura nelle fasi avanzate del ciclo del credito: prediligiamo gli ambiti di alta qualità come il credito cartolarizzato e l’asset based finance, che beneficiano di standard di credito robusti e della solidità dei consumatori con redditi più elevati. Diamo priorità alla selezione dei titoli e stiamo riducendo le esposizioni più generiche nonché al credito privato alle imprese”.


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