Marche

via il porto d’arma al detective geloso

ANCONA Viene ammonito dal questore per le condotte persecutorie tenute nei confronti dell’ex compagna. Per questo gli viene tolta anche la licenza del porto del fucile per uso sportivo. Si rivolge al Tar, ma perde su tutti i fronti. I giudici hanno infatti respinto il ricorso presentato da un professionista (nonché consulente) del settore della sicurezza, che si occupa anche di protezione di persone e indagini, in ambienti considerati ad alto rischio. Il procedimento è rimasto pendente per tre anni, considerando che la misura di prevenzione adottata dal questore, alla base del ritiro dell’arma e poi della revoca della licenza, risale all’inizio del 2023.

I fatti

L’ammonimento gli era stato notificato per presunti atti persecutori nei confronti dell’ex compagna, nonché madre di suo figlio. Il pressing sarebbe iniziato alla notizia della nuova relazione intrapresa dalla donna con uno straniero. Stando all’istruttoria della questura, le condotte sarebbero consistite in atteggiamenti persecutori, continue telefonate e messaggi WhatsApp, appostamenti nei pressi della abitazione dell’ex, minacce di morte a lei e al suo nuovo partner, colpito anche da epiteti razzisti. La donna sarebbe pure stata minacciata di toglierle il bambino nel caso non avesse chiuso la nuova relazione. Un contesto sempre rigettato dal diretto interessato, assistito per il procedimento amministrativo dagli avvocati Luigi Pianesi e Davide Mengarelli. Dal canto suo, il ricorrente si era rivolto ai carabinieri, denunciando la ex per le percosse subite.

In primis, la difesa ha contestato l’adozione dell’ammonimento, frutto di un’istruttoria lacunosa e priva di reali motivazioni, basata esclusivamente sulle affermazioni della donna e dei suoi genitori. In particolare, non sarebbe mai arrivato ad inviare 10/15 messaggi al giorno alla ex, come invece contestato. Piuttosto, si sarebbe trattato di conversazione incentrate sulla gestione del figlio piccolo e sul fatto che lui conoscesse a tempo debito il nuovo partner. Non ci sarebbero neppure stati gli appostamenti sotto casa o le minacce di morte segnalate dalla ex.

Il tribunale ha ritenuto le censure presentate prive di fondatezza, elencando i comportamenti ritenuti persecutori: le chiamate continue, il pedinamento dell’auto dove si trovava la ex e il suo nuovo compagno, il blitz in un parco dove c’era la babysitter del figlio. In varie occasioni, avrebbe seguito la ragazza. Dai messaggi, inoltre, emerge una certa «ostilità» nei confronti del neo compagno della vittima, arrivando a minacciarla di «una cannonata» nel caso avesse continuato a fargli frequentare il figlio. Di qui, il rigetto dei ricorsi per annullare l’ammonimento, il ritiro cautelare del fucile sportivo e la revoca del porto.




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