Questione Buzzi Unicem, “un paio di domande” dal Collettivo Exit
Un paio di domande sorgono spontanee dopo l’ordinanza di sospensione delle attività e il relativo comunicato rilasciato dai vertici della Buzzi Unicem. Domande che avrebbe dovuto porre la classe politica e le istituzioni impegnate in tutti questi anni a minimizzare o peggio ancora a ostracizzare le numerose iniziative e mobilitazioni di movimenti e associazioni.
Fino a pochi giorni fa la classe politica aveva scelto consapevolmente di far sua la strategia dell’ azienda ignorando il problema. A questo punto ci proviamo noi che da sempre portiamo avanti una battaglia contro le aziende insalubri. La Buzzi Unicem nel comunicato afferma di voler agire con trasparenza e collaborazione con le istituzioni e la comunità locale per risolvere i problemi emersi e che hanno portato alla sospensione della produzione. Si vocifera addirittura della venuta a Barletta del CEO dell’azienda per risolvere la questione.
Come mai questa trasparenza e collaborazione non è stata annunciata e praticata nel 2025 quando ci sono state ben 13 fuoriuscite anomale dall’impianto? Come mai questo atteggiamento collaborativo non si è verificato nei primi mesi del 2026 quando ci sono stati due eventi anomali? Come mai la collaborazione non è stata portata avanti quando la comunità locale denunciava una serie di criticità?
Si chiede collaborazione quando c’è un provvedimento di sospensione della produzione e soprattutto quando c’ è in ballo presso la Provincia Bat il rinnovo dell’AIA(autorizzate integrata ambientale). A noi sembra che questo “spirito collaborativo” sia l’ennesimo tentativo per cercare di ritornare allo status quo, far passare la tempesta e riprendere il cammino per il rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale. Ma questo ormai non è più possibile, la comunità locale ha preso coscienza dei problemi e non è più disposta a concedere nulla se non il rispetto dell’ambiente e della salute.
Collettivo EXIT
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