L’acqua? Per adesso nel Fermano c’è. «Tra agosto e settembre potremmo stare peggio»
FERMO Non ci sono particolari criticità al momento per la zona del Tennacola, ma ad agosto la situazione potrebbe peggiorare. Lo dice il presidente Antonio Albunia che però spiega che si stanno facendo verifiche. «Stiamo iniziando a controllare – spiega – al Capo Tenna per vedere l’andamento. Il problema, comunque, è a monte: alla fine del 2025 hanno ridotto la captazione da 140 litri a 95 al secondo».

Il calo
Il calo è consistente e pare sia dovuto al fatto che c’era una convenzione che per il Capo Tenna non si rinnovava dal 2010. «Abbiamo rinnovato – spiega Albunia – ma la quantità che prelevavamo in precedenza, secondo un accordo, era di 140 litri. Siamo al lavoro con la Regione e il commissario per un incontro dove esamineremo le difficoltà». Non c’è volontà di fare polemica, anche perché Albunia dice che «io sono per il dialogo, noi siamo propositivi, ma per garantire il servizio il Tennacola deve avere l’acqua». Al momento problemi per le utenze non ce ne sono, anche perché, di solito, si verificano a metà stagione, tra agosto e settembre.
«Al momento – prosegue il presidente – siamo nella soglia di attenzione, nessuna criticità. Le falde hanno un andamento ridotto: prima abbancavamo l’acqua, ora non lo possiamo fare». Quello che prelevano, cioè, lo devono utilizzare, poca o niente riserva. «Eppure – spiega – la nostra dispersione è del 20%, una quota fisiologica, c’è chi, altrove, ne ha anche il 40%. Ma questo non deve dare origine ad allarmismi. Anche perché abbiamo iniziato le verifiche e le dobbiamo portare a termine».
La zona montana
Se ce ne sono, di solito le criticità sono nelle zone montane. «Questo perché l’acqua – prosegue – scende a cascata verso valle. Ad ogni modo, abbiamo già dovuto ricorrere al pozzo di soccorso da Rapagnano in giù». E quando si preleva ci sono anche i controlli dei carabinieri forestali. «Ben vengano i controlli – dice – quelli non riguardano solo noi, ma anche gli altri gestori. Io auspico i controlli, ma ci sono enti che sembrano equiparare gli animali agli umani. Questo non è un giudizio però, non spetta a me farne. Il fatto è che si vorrebbero i fiumi come 20 anni fa, ma questo non si può. Non sono cambiate le cose con la captazione, forse è il terreno che, essendo meno permeabile, può non trattenere? É chiaro, comunque, che ognuno ha la sua visione. E si potrebbe metterle tutte insieme, attorno a un tavolo. Questo è un servizio essenziale e, ripeto, io sono per il dialogo. Per poter mandare avanti il servizio serve l’acqua».
I comuni, tra Maceratese e Fermano serviti dal Tennacola, sono 27. Nel Fermano sono Montappone, Monte Vidon Corrado, Falerone, Montegiorgio, Massa Fermana, Francavilla d’Ete, Monte San Pietrangeli, Magliano di Tenna, Rapagnano, Torre San Patrizio, Montegranaro, Monte Urano, Sant’Elpidio a Mare, Porto Sant’Elpidio. Nel Maceratese invece sono Sarnano, San Ginesio, Gualdo, Penna San Giovanni, Ripe San Ginesio, Colmurano, Urbisaglia, Loro Piceno, Mogliano, Petriolo, Monte San Giusto, Monte San Martino. Gli utenti sono circa 57mila mila.
Due sono i gruppi delle sorgenti montane, uno di sorgenti minori a scala comunale. Gli impianti di captazione di fondovalle sono 7, mentre 3 sono i partitori idrici, con 115 serbatoi idrici che possono accumulare 25mila metri cubi. Le dorsali idriche sono in totale 360 km mentre 1600 sono i chilometri di tubazione distributive.




