Marche

Turismo, in provincia di Ascoli 6.200 posti, il 15% le assunzioni stabili: c’è necessità di lavoratori


ASCOLI Sono programmate 6.200 nuove posizioni lavorative che le aziende picene intendono attivare nel trimestre tra giugno (ormai concluso) e agosto. Di queste, nel 15% dei casi si tratta di entrate previste come assunzioni stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nell’85% saranno a termine (a tempo determinato o con altri contratti con durata predefinita). Lo confermano i dati relativi alla programmazione delle imprese picene messi a punto dal sistema Excelsior di Unioncamere. Di questi 6.200 nuovi lavoratori, 1.300 riguarderanno le industrie. 

Analisi e curiosità

Per quel che riguarda i 6.200 lavoratori in entrata (una parte già sbloccata a giugno) nelle aziende della provincia di Ascoli, si concentreranno per l’80% nel settore dei servizi e per l’87% nelle imprese con meno di 50 dipendenti. Il 6% sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, con una quota inferiore alla media nazionale che si attesta sul 12%. E in 47 casi su 100 – sempre secondo il sistema Excelsior di Unioncamere – le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati. Entrando in un’analisi più approfondita, per una quota pari al 33% interesseranno giovani con meno di 30 anni; inoltre, per una quota pari al 18%, le imprese prevedono di assumere personale immigrato. Il 4% delle entrate previste sarà destinato a personale laureato e le tre figure professionali più richieste, ovvero impiegati, addetti commerciali e nel settore dei servizi, concentreranno il 57% delle entrate complessive previste. Infine, per il 58% dei nuovi lavoratori viene richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore. Va sottolineato che le imprese che prevedono assunzioni saranno pari al 22% del totale.

Le richieste per settore

Circa un sesto dei nuovi ingressi di lavoratori, nel trimestre giugno-agosto 2026, sulla base dei dati Excelsior, interesserà le industrie: si prevedono, infatti, 1.300 nuovi occupati di cui 730 per l’industria manifatturiera e le public utilities e 570 nel settore delle costruzioni. Ma il numero più importante per l’ingresso di nuovi lavoratori è quello che riguarda il settore dei servizi (che include commercio e turismo) attestandosi a 4.700 nuovi occupati di cui 2.320 per i servizi di alloggio e ristorazione e i servizi turistici, 860 per i servizi alle persone, 740 per il commercio e 370 per i servizi alle imprese. Infine, 200 nuovi lavori sono richiesti in settori come agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca. Dal punto di vista delle dimensioni aziendali, il maggior numero di nuovi lavoratori viene richiesto da aziende della fascia tra 1 e 49 dipendenti, mentre 220 richieste arrivano dalle aziende tra 50 e 249 dipendenti e, infine, 180 lavoratori sono ricercati da aziende con oltre 250 dipendenti. Ora si tratterà di capire in che misura lo scenario previsionale si concretizzerà in nuovi rapporto di lavoro, anche in base al grado di reperibilità del personale richiesto.




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