La miccia, l’esplosivo e il boato: la “banda della marmotta” ha colpito ancora

Dopo due mesi di silenzio, la “banda della marmotta” torna a colpire: è successo poco prima delle 4 di stanotte alla UniCredit di None, dove i ladri hanno fatto saltare in aria il bancomat e sono scappati con la cassa. Il bottino è ancora da quantificare ma, in questi casi, si parla di decine di migliaia di euro.
Il metodo della banda è sempre lo stesso: la cosiddetta “marmotta” prevede di prelevare poche decine di euro in modo da inserire un palanchino nella feritoia di uscita delle banconote e tenerla aperta il tempo sufficiente per inserire un ordigno esplosivo artigianale. Ma si può usare anche un trapano, inserendo nel foro una sorta di contenitore a forma di cono, capace di contenere fino a mezzo chilo di polvere da sparo. All’estremità opposta si trova invece la miccia per far saltare in aria la cassa e accedere al denaro custodito all’interno. E il noomignolo della banda deriva proprio dal fischio che l’ordigno emette appena prima dell’esplosione, simile al verso del roditore.
È successo anche stanotte in via Stazione 1, a None, dove molti residenti sono stati svegliati dal boato. Qualcuno si è affacciato alla finestra e ha fatto in tempo a vedere i banditi scappare a bordo di un’auto di grossa cilindrata, con cui hanno fatto perdere le loro tracce prima dell’arrivo dei carabinieri della Stazione di None e del Nucleo radiomobile della Compagnia di Pinerolo. Ora sono loro a indagare per risalire ai responsabili, a partire dalle telecamere dell’istituto bancario. Probabilmente sono gli stessi che hanno colpito in almeno dieci paesi in giro per il Piemonte. E UniCredit è spesso la vittima preferita: anche l’ultimo assalto, il 7 gennaio, era avvenuto in una sua filiale, a Poirino.
L’esplosione ha causato danni pesanti al palazzo che ospita la filiale, così come l’interno: stamattina la banca è chiusa per le verifiche e la messa in sicurezza dei locali.
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