Rapimento Aldo Moro, oggi desecretati gli ultimi documenti
Sedici marzo 1978: in via Fani a Roma, le Brigate rosse rapiscono il presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro e uccidono i cinque uomini della scorta, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi.
“L’amore per Aldo Moro rimane vivo nel cuore della gente semplice, che sa che cosa ha significato il suo sacrificio per loro. Il nonno ha messo sempre le persone prima di se stesso. Un sacrificio di quel genere non è mai inutile”, dichiara il nipote Luca Moro – Temo che, piano piano, inizino a non esserci più persone disposte a sacrificare la propria vita per il proprio Paese. Però i pacificatori e i costruttori di pace tornano sempre, quindi la speranza rimane. Come avrebbe potuto dire il nonno: ‘Non c’è via che conduca alla pace, la pace è la via’”.
Dall’inizio del 2026 è disponibile sul sito della Camera una nuova e cospicua serie di documenti della commissione Moro (XVII legislatura), desecretata dall’ufficio di presidenza della Camera, su proposta del presidente Lorenzo Fontana. Che spiega: “Un passo concreto in più sulla strada della trasparenza, della memoria condivisa e della ricerca della verità”. In virtù di questa decisione, 64 documenti e 3 resoconti si aggiungono ai 992 documenti liberi già accessibili, completando l’insieme dei resoconti, delle relazioni e delle registrazioni audiovisive dei lavori della commissione Moro della XVII legislatura, consultabile dal Portale delle Commissioni di inchiesta della Camera. I nuovi documenti sono disponibili sull’apposita infrastruttura informatica che di fatto riproduce in rete i passaggi necessari per consultare la documentazione d’archivio. L’insieme dei resoconti, delle relazioni e delle registrazioni audiovisive dei lavori della Commissione Fioroni, della XVII legislatura è consultabile dal portale.
Oggi, alle 10, la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, partecipa alle ore 10 in via Fani con una delegazione di parlamentari Pd (Andrea Casu, Beatrice Lorenzin, Antonio Nicita e Cecilia D’Elia) per l’anniversario dell’agguato ad Aldo Moro e alla sua scorta. E proposito della scorta, Luca Moro ricorda: “Il nonno voleva trasferire gli agenti per tutelarli, perché avvertiva che il suo momento iniziava ad arrivare. Ma loro si sono rivolti a mia nonna chiedendole di non essere trasferiti, non volevano lasciarlo morire solo. L’amara ironia della sorte è che la scorta è morta a via Fani e il nonno è morto comunque da solo, in un altro momento e in altro luogo”.
Su X i primi messaggi per i 48 anni dal “tragico giorno” del rapimento di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse. “Ricordiamo uno dei momenti più bui della storia repubblicana e onoriamo gli uomini che morirono per difendere i valori della Repubblica”, scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Che cita anche i carabinieri Oreste Leonardi e Domenico Ricci e i poliziotti Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi, morti nell’agguato del 16 marzo 1978. “Il loro sacrificio resta un monito contro la violenza e ci impone di rinnovare l’impegno collettivo per una società più giusta, libera e democratica”, afferma il ministro.
Source link




