Marche

è la moglie del killer di Tavullia. La perquisizione dopo che la consorte di Cerria era stata intercettata sul lungomare di Cattolica


TAVULLIA Trovata con la droga, scatta l’arresto. La donna, una albanese di 40 anni, è la moglie di Arthur Cerria, in carcere per l’omicidio del connazionale 38enne Dritan Xhepaxhius, alias Idrizi, ucciso a coltellate il 7 agosto 2024. L’albanese ha avuto una condanna in primo grado con giudizio abbreviato a 14 anni e 2 mesi per quella che secondo l’accusa è stata una spedizione punitiva perchè Idrizi si era presentato a casa di Cerria con altre due persone armate di bastoni e martello e Cerria ha reagito uccidendolo. 

L’intervento

Ora nei guai è finita la moglie, scoperta dai carabinieri che hanno effettuato un servizio di controllo a Cattolica e hanno visto la donna con il figlio fare dei movimenti sospetti in zona mare, dove sono stati visti incontrare delle persone. È scattato il controllo, ma i due non avevano nulla addosso anche se i carabinieri hanno notato un sacchettino nella siepe proprio accanto alla donna. All’interno c’erano 11 grammi di cocaina. Ma non si poteva provare che la droga fosse di sua proprietà, così la perquisizione è proseguita a casa a Tavullia. Qui i militari hanno trovato, mimetizzato nel frigorifero, un altro sacchetto con 16 grammi di cocaina già divisa in dosi. In casa anche 1.350 euro in contanti e quattro telefoni cellulari con cui gli investigatori sospettano che la donna possa avere gestito i contatti per ottenere e vendere lo stupefacente. C’era anche tutto il materiale necessario al confezionamento della cocaina.

L’arresto

Così è scattato l’arresto per detenzione ai fini di spaccio. Ieri mattina la donna è stata portata davanti al giudice per il rito direttissimo, difesa dall’avvocato Massimiliano Orrú del foro di Rimini. Ha reso spontanee dichiarazioni con cui ha chiesto scusa e ha detto che non lo farà mai più. Il giudice ha convalido l’arresto e disposto l’obbligo di dimora nel comune di Tavullia e divieto di uscire dalle 22 alle 7. L’avvocato ha chiesto un termine a difesa per avanzare la proposta di un rito alternativo che possa farla accedere a dei lavori socialmente utili. Il marito aveva avuto un precedente per droga nel luglio 2023. Fu arrestato perché trovato in possesso di 57 grammi di cocaina. La droga era nascosta in una scatola di riso nella dispensa della cucina. Poi l’omicidio e la condanna a 14 anni.

La vicenda

Si presentarono in tre e furono aggrediti anche la moglie e il figlio di Cerria. Lui ha sempre detto di aver agito per legittima difesa tanto da aver rimediato un trauma cranico da 40 giorni per i colpi inferti dal rivale con un martello. Il contesto sarebbe stato quello di attriti tra famiglie, Cerria aveva riferito di aver sentito dire dai rivali: «Ammazzali tutti». La difesa proporrà appello dopo aver letto le motivazioni della sentenza.




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