Un nuovo spazio culturale a Udine, in un quartiere completamente rigenerato
Il significato etimologico del verbo abitare indica “avere abitualmente”, frequentare un luogo. Non è, dunque, semplicemente “stare”. È un po’ intorno a questo concetto che è ruotata l’intera riqualificazione del complesso dell’ex caserma Osoppo, a est di Udine. Una rigenerazione che non è ancora terminata, ma che ha visto nascere il suo primo frutto, ovvero le palazzine con 76 appartamenti pronti a essere assegnati alle persone che presenteranno la loro manifestazione di interesse per il co-housing. E poi ci sarà tutto il resto: spazi comuni, una piazza per spettacoli all’aperto, campi sportivi, giardini, piste ciclabili. E un edificio completamente ristrutturato che diventerà una nuova casa della cultura udinese: si tratta dell’ex Cavallerizza, stabile che un tempo ospitava i cavalli e più recentemente era stato usato come palestra.

Il Comune di Udine a fine 2024 aveva pubblicato il bando finalizzato alla gestione dell’edificio: destinato a enti qualificati del terzo settore, l’avviso invitava alla presentazione di progetti volti a “sviluppare un contenitore culturale innovativo e inclusivo, capace di offrire servizi di impatto per la comunità dei quartieri, con un focus particolare sulle nuove generazioni”. A termine delle selezioni, sono emerse quattro realtà con una di queste a fare da capofila. “Dopo l’inaugurazione degli alloggi si aggiunge un altro tassello che trasforma un intero quartiere della nostra città”, ci ha raccontato l’assessore alla Cultura Federico Pirone. “Rigenerando una caserma dismessa da una trentina d’anni, il Comune è al lavoro ormai dal 2016 per dare un volto nuovo, moderno, aggiornato ed europeo a una zona che sarà dotata di servizi fondamentali, dall’abitare a prezzi accessibili alle opportunità di tipo sportivo e culturale”.
A preannunciare l’avvio della nuova stagione culturale sono alcuni cartelli che si trovano in giro per la città. Con un po’ di fantasia, s’intravede parte della figura di un cavallo, a richiamare la vecchia funzione dell’edificio. Per sapere quale sarà il futuro di questo luogo, di cui non solo il quartiere che sta prendendo forma ma l’intera cittadinanza potranno godere, si dovrà aspettare ancora un mese. A metà aprile circa, infatti, saranno svelate le prossime attività in programma. “Questo tipo di investimenti e di visione sono funzionali per rendere la nostra città attrattiva e dare risposte migliori a chi la abita. Verrà fuori un bell’hub culturale: a lavorarci sono professionalità originali e giovani. Sarà bello”, promette Pirone.
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