Marche

«Tutto merito dello Stato del Qatar»


CIVITANOVA «Siamo arrivati a Civitanova sani e salvi». Sono finalmente tornati nella loro casa di Civitanova il 42enne Beniamino Fracchiolla, sua moglie e la loro figlia di 16 anni, dopo giorni di attesa e tensione trascorsi a Doha. Il 42enne civitanovese era rimasto bloccato con la famiglia nella capitale del Qatar. Doveva essere una vacanza di pochi giorni: la partenza il 22 febbraio e il rientro previsto per il 28. 

 

L’escalation

Proprio quella mattina, però, con l’escalation degli attacchi tra Israele e Iran, i voli erano stati cancellati uno dopo l’altro, lasciando la famiglia ferma in hotel tra allerte continue, esplosioni in lontananza e tentativi frenetici di trovare una soluzione per tornare a casa. Il lieto fine è arrivato nella notte tra martedì e mercoledì scorsi. Il governo del Qatar aveva predisposto un piano di evacuazione con un volo al giorno verso l’Europa e una lista di persone da imbarcare. «Avevo scritto una email al governo del Qatar chiedendo aiuto perché dall’ambasciata italiana non avevamo notizie – racconta Fracchiolla – e probabilmente ha funzionato, perché siamo stati inseriti subito nella lista». Martedì notte, verso l’una, è arrivata la chiamata della compagnia aerea: «Ci hanno detto di presentarci subito allo sportello e dopo 10 minuti eravamo già imbarcati». Il viaggio si è concluso mercoledì sera, intorno alle 21, quando la famiglia è finalmente rientrata a Civitanova dopo il volo Doha-Milano. «Era un volo a pagamento organizzato dalle autorità qatariote, ma era l’unica possibilità per rientrare». La partenza però non è stata immediata. L’aereo è rimasto fermo sulla pista per oltre quattro ore a causa delle intercettazioni dei missili e solo quando lo spazio aereo è stato considerato sicuro è stato autorizzato il decollo. «Il volo è durato sei ore e cinquanta minuti. È stato lungo, con molta tensione, ma a quel punto sapevamo di essere sulla strada di casa». L’arrivo a Milano non ha segnato la fine del viaggio. Tra scioperi e ritardi nei collegamenti, la famiglia ha dovuto proseguire fino a Roma per recuperare l’auto lasciata all’aeroporto alla partenza della vacanza e solo dopo ha potuto rientrare nelle Marche.

 

L’impegno

Fracchiolla elogia l’assistenza ricevuta durante i giorni trascorsi a Doha: «Dobbiamo ringraziare lo Stato del Qatar. Ci ha difeso, assistito per tutto il periodo e ci ha fatto sentire al sicuro». Resta il ricordo di giorni segnati soprattutto dall’incertezza: «La difesa funzionava e i missili venivano tutti intercettati, ma quello che pesava davvero era non sapere quando saremmo riusciti a partire». Un’esperienza che, spiega, non era prevedibile alla vigilia della partenza: «Quando siamo partiti, il 22 febbraio, non c’erano avvisi che sconsigliassero di recarsi in Qatar, né dalla Farnesina né dalle compagnie aeree. Se ci fosse stato anche solo un segnale, avremmo chiaramente rinunciato al viaggio».




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