Macerata, la vacanza in Lapponia è una truffa. Paga 3mila euro e l’agenzia sparisce. «Doveva essere il regalo di laurea per una mia amica»

MACERATA Acquista due biglietti per 5 giorni in Lapponia, paga 3.000 euro, ma è una truffa. «Avevo cercato anche le recensioni su Internet, aveva 4.8 stelle. Ho denunciato alla polizia postale. Io sono stata bloccata ma quel numero è ancora attivo, li ho contattati tramite un’amica, continuano a inviare il preventivo e chiedere informazioni. Potrebbero esserci altre vittime».
Il caso
A parlare è una giovane originaria di un comune dell’entroterra maceratese che ha deciso di raccontare la propria disavventura. Tutto è iniziato su Instagram. «Ho visto un’inserzione di un’agenzia di viaggi, li ho contattati e mi hanno rimandato su WhatsApp – racconta -. Sono stati super attenti a rispondere a ogni esigenza, ho acquistato due pacchetti per un viaggio in Lapponia da 1.500 euro a persona, comprensivo di tutto, per me e per un’amica, doveva essere il regalo per la sua laurea, rimandavamo da tempo e ora avevamo trovato l’occasione per organizzare». Le avevano chiesto di pagare con un bonifico istantaneo, «ne ho fatto uno ordinario – continua -, il giorno dopo mi hanno contattata per dirmi che era arrivato e che mi avrebbero fatto avere le informazioni necessarie. Saremmo dovute partire domani (oggi, ndr)». Dieci giorni prima ha telefonato «ma non mi hanno più risposto, ho chiamato il resort dove avremmo dovuto alloggiare ma non avevano alcuna prenotazione a mio nome, idem con la compagnia aerea. Ho chiamato un negozio a Mantova che si trova vicino all’agenzia, mi hanno detto che è chiusa da 2 anni e ricevono tante telefonate al giorno come la mia. Sono riuscita a rintracciare la titolare ma mi ha detto che non sa nulla e che ha sporto denuncia per furto di identità. Consapevole di essere una formica in mezzo a milioni di persone, spero di poter arrivare a quante più persone possibili, magari far leva su chi come me ha subito la stessa truffa e attivare una class action. Resta la paura per l’uso dei dati personali: hanno la mia carta d’identità, ho timore che possano aprire conti PayPal o fare operazioni a mio nome».




