Lo scudetto sospeso: il derby di Milano non è ancora finito

Milano – Quanto valgono davvero sette punti? È la domanda che si pongono all’Inter come al Milan, a dieci giornate dalla fine del campionato. I nerazzurri hanno un buon margine e, in teoria, vincendo sempre potrebbero arrivare a quota 97, soglia mai raggiunta nella storia del club. Ai rossoneri, invece, “servono quattro vittorie per essere sicuri della zona Champions”, come dice con prudenza Allegri. Che però aggiunge: “Nel calcio non si sa mai cosa può succedere”. L’ultima volta che il Diavolo vinse il derby sia all’andata sia al ritorno era il 2010/11: in panchina c’era Max, a fine stagione fu scudetto.
I problemi dell’Inter nei big match
La sconfitta di domenica impedisce all’Inter di considerare il titolo già in cassaforte. La stagione dei nerazzurri, pur con una media punti di 2,39 (5 sconfitte e un solo pareggio), è stata macchiata dai risultati nei big match, in campionato e in Champions (con annessa eliminazione ai play-off col Bodo). Il Milan, che fin qui ha perso punti soprattutto con le squadre medie e piccole, può cavalcare emotivamente il successo con l’Inter: Allegri lavora da mesi sulla convinzione della squadra, che è tornata solida in difesa (è la migliore in serie A). E allora, c’è ancora uno scudetto da assegnare?
Serena: “La pressione giocherà un ruolo”
“L’Inter deve evitare di andare in ansia, anche se il Milan dovesse avvicinarsi”, dice Aldo Serena, che lo scudetto lo ha vinto con entrambe le maglie. “Nel 1986, con la Juve, finimmo campioni nonostante la Roma, a due giornate dalla fine, ci avesse agganciati”. Sandro Mazzola, nel giorno del compleanno numero 118 dell’Inter, commenta: “Il derby è stata una partita nettamente al di sotto delle aspettative da parte dell’Inter con un Milan cinico che ha capitalizzato le sue occasioni. L’Inter però non deve abbattersi, Chivu e i ragazzi hanno costruito un vantaggio importante. Sanno che l’obiettivo principale è a portata di mano”.
Galli: “Il Milan ha giocato il derby che voleva”
Vincere lo scudetto perdendo entrambi i derby: per l’Inter sarebbe la prima volta nella storia. “Il Milan ha giocato la partita che voleva: attenzione massima, ha colpito non appena ha potuto farlo. Poi ha concesso pochissimo – il commento di Filippo Galli, una vita in rossonero – L’episodio del possibile rigore nel finale per il tocco con il braccio di Ricci può avere diverse interpretazioni: io, onestamente, comincio ad avere dubbi sull’uniformità delle decisioni arbitrali”. L’ansia di portare a casa un trofeo è il vero nemico dei nerazzurri. E segna la distanza psicologica con il Diavolo, che ha cominciato la stagione con meno pressioni. “Vincere il derby è sempre emozionante, sono partite speciali. Siamo felici”, le parole di Davide Bartesaghi al Premio Amico dei Bambini, a Sesto San Giovanni.
Cruciali le prossime tre partite
“Il Milan ha già raggiunto il suo obiettivo stagionale, deve giocare libero di testa e vincere sempre. È difficile, ma non impossibile”, dice Serena. Quest’anno i rossoneri hanno messo insieme strisce brevi di successi: una da quattro, all’inizio del campionato, e due da tre. Poi sempre singhiozzi che rendono difficile ipotizzare un filotto. Però adesso è diverso. Per Aldito, calendario alla mano, “cruciali saranno le prossime tre partite, equivalenti come difficoltà. Solo se l’Inter uscirà da questa serie con un vantaggio di sette punti potrà dirsi tranquilla”. Discorso simile fa Galli: “Il prossimo mese deciderà il campionato. L’Inter deve dimostrare di saper reagire a questa batosta, la risposta psicologica della squadra di Chivu sarà la chiave. Il Milan deve cancellare i passi falsi con le piccole. Dovesse completare la rimonta, sarebbe un’impresa storica”. Sabato l’Inter riceverà l’Atalanta, domenica il Diavolo sarà a Roma contro la Lazio. Allegri poi giocherà con Torino e Napoli (al Maradona), Chivu a Firenze e a San Siro con la Roma (poi avrà il Como). A quel punto il destino del campionato sarà più chiaro. E attenzione al traguardo: al Meazza il Diavolo sfiderà il Cagliari (probabilmente già salvo), l’Inter andrà a Bologna. Un campo che già è costato ai nerazzurri uno scudetto.
Gli infortuni dell’Inter
Anche la condizione delle rose può incidere. Allegri ha quasi tutti a disposizione (mancano Gabbia, Loftus-Cheek e Gimenez). L’Inter, invece, ha pagato nel derby l’assenza di Lautaro, che rientrerà a cavallo della sosta, Çalhanoglu, alle prese con nuovi guai muscolari, oltre a Dumfries e Thuram. Il recupero progressivo di alcuni titolari potrebbe restituire equilibrio a Chivu.
Le partite ancora da giocare
C’è poi il tema delle energie. Uscita dalla Champions, l’Inter si è ritrovata in una condizione più simile a quella del Milan: potrà concentrarsi quasi esclusivamente sul campionato, con l’unica variabile della Coppa Italia (il 21 aprile il ritorno con il Como in semifinale). “L’obiettivo è sempre lo stesso: tornare in Champions. L’Europa è la casa del Milan, non possiamo più mancare. Certo, sognare è gratis”, aggiunge Bartesaghi. In questo equilibrio tra inerzia e speranza si giocherà lo sprint scudetto. L’Inter resta la squadra da battere. Ma il derby ha ricordato che nulla è deciso: se i nerazzurri rallentano, il Milan può riaprire la corsa.
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