borse griffate e ville ai Castelli per il narcos del clan Molisso-Bennato
L’ombra dei grandi clan della droga torna a proiettarsi anche sui Castelli Romani, dove gli investigatori hanno colpito il patrimonio accumulato da uno dei presunti protagonisti del narcotraffico capitolino.
Un tesoro fatto di immobili, auto di lusso e accessori di alta moda è finito sotto sequestro su disposizione del Tribunale di Roma, nell’ambito di un’operazione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo.
Il provvedimento riguarda beni per oltre mezzo milione di euro riconducibili a Emanuele Selva, 45 anni, conosciuto negli ambienti criminali con il soprannome di “Fagocero”.
L’uomo, attualmente latitante, è ritenuto dagli inquirenti un elemento di rilievo nella rete del narcotraffico legata ai boss Giuseppe Molisso e Leandro Bennato.
Dal traffico di droga al lusso ostentato
Il decreto di sequestro è stato emesso dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma, su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia, e trova origine nelle indagini dell’operazione “Casher”, condotta nel marzo 2025.
Secondo la ricostruzione investigativa, Selva avrebbe avuto un ruolo centrale nella gestione dei flussi finanziari e degli investimenti immobiliari di un’organizzazione capace di generare incassi milionari ogni mese grazie allo spaccio di stupefacenti.
Il gruppo criminale avrebbe esercitato un controllo capillare su alcune delle piazze di spaccio più attive della Capitale, tra cui Tor Bella Monaca, Quarticciolo e Primavalle, dove singoli punti di vendita potevano arrivare a incassare fino a 30 mila euro al giorno.
Case ai Castelli e accessori di alta moda
Gli accertamenti patrimoniali condotti dai militari hanno evidenziato una netta sproporzione tra i redditi dichiarati e il tenore di vita dell’indagato e dei suoi familiari.
Il sequestro ha quindi colpito una serie di beni ritenuti frutto del reinvestimento dei proventi del traffico di droga.
Tra questi:
Unità immobiliari nel comune di Monte Compatri, ai Castelli Romani;
42 borse di lusso firmate Christian Dior e Louis Vuitton;
Auto e motocicli di alta gamma;
Diversi conti correnti riconducibili alla sua rete familiare.
Secondo gli investigatori, si tratta di simboli di uno stile di vita particolarmente agiato, sostenuto – secondo l’accusa – dai profitti generati dalle piazze di spaccio della periferia romana.
Colpire i patrimoni dei narcos
Il provvedimento rientra nel quadro delle misure di prevenzione patrimoniale, strumenti che permettono alla magistratura di intervenire sui beni ritenuti di origine illecita per indebolire la capacità economica delle organizzazioni criminali.
L’obiettivo è sottrarre risorse che alimentano il traffico di droga e impedire che vengano reinvestite in nuove attività illegali.
Il sequestro resta per ora provvisorio: i legali del 45enne potranno presentare memorie difensive per dimostrare la legittima provenienza dei beni. Spetterà poi al tribunale decidere sull’eventuale confisca definitiva del patrimonio.
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