La Madonna di Citerna. Una vera eccellenza
A quattro passi da Arezzo, cinque o sei da Perugia, Citerna (PG) è uno scrigno troppo poco frequentato rispetto a quanto merita. I tesori che conserva nelle principali chiese (San Michele Arcangelo e San Francesco) e nel paese di impianto medievale, valgono la visita e sono in grado di stupire chi li sa osservare. A parte un paio di opere di rilievo firmate Niccolò Circignani, detto il Pomarancio (anche queste sottostimate), accompagnate da accenni di Della Robbia e di Signorelli; la differenza vera, indiscutibile, la fa il gioiello riscoperto solo pochi anni fa.

E’ la Madonna di Donatello, inusualmente in terracotta, ma realizzata con una maestria e uno stile da lasciare a bocca aperta. Si trova nella sacrestia della chiesa di San Francesco, accanto alla sede comunale del paese. Per fortuna è visitabile con una certa facilità, se ci si presenta all’ingresso del Comune in orari decenti. Lì un signore molto gentile ci accoglierà e ci guiderà all’interno della chiesa artisticamente più ricca di Citerna. La Madonna è un vero capolavoro di fattura sopraffina e colori suggestivi. Di grandezza poco meno che naturale, è stata riscoperta solo nel 2004, quando una studiosa, nell’ambito di una ricerca su opere rinascimentali in terracotta, ne rimase colpita. Arrivò subito l’attribuzione a Donatello, anche se la povera statua era stata trasformata nei secoli per via di molte significative ridipinture di scadente qualità e danneggiamenti vari.
C’è voluto un lungo restauro presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze per riportarla allo straordinario aspetto originale, ma ne è davvero valsa la pena.
Il suo aspetto al ritrovamento era solo lontano parente della versione di Donatello giovane (datata 1420 circa), ma un occhio esperto riconobbe in quella statua, danneggiata e verniciata, un capolavoro del nostro.

Si pensi che da centinaia d’anni se ne stava sopra una mensola nel coro della chiesa di San Francesco senza che nessuno la degnasse di uno sguardo attento, esperto.
Il ricollocamento (stavolta nella sacrestia tutta per lei) è avvenuto nel 2010 e oggi si può ammirare in tutto il suo splendore.
Varrebbe davvero la visita se anche non ci fosse nient’altro da scoprire in quell’antico borgo, ma l’abitato stesso è una sorpresa, il panorama sull’alta valle Tiberina e su Monterchi lo sono a loro volta, e anche quanto citato in precedenza e altro ancora. Cosa volete di più per visitare Citerna? Una buona merenda? C’è anche quella…
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