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Iran, allarme cellule dormienti all’estero. Allerta Usa e Italia – Il Tempo


Segnali criptati dall’Iran all’estero subito dopo la morte di Khamenei Scatta l’allerta su eventuali obiettivi sensibili della resistenza clandestina Mattarella convoca per venerdì al Quirinale il Consiglio supremo di difesa

FRANCESCA MUSACCHIO

Un segnale criptato, intercettato dall’intelligence americana e diffuso su più frequenze internazionali subito dopo la morte di Ali Khamenei. Forse il comando per attivare cellule dormienti iraniane all’estero. L’allerta arriva da un avviso federale inviato alle forze dell’ordine statunitensi e visionato da Abc News. Secondo l’analisi preliminare del segnale, si tratterebbe di una trasmissione «probabilmente di origine iraniana» diretta a «destinatari clandestini» in possesso della chiave di decodifica. Un sistema tipico delle comunicazioni usate per impartire istruzioni a agenti sotto copertura o risorse dormienti senza utilizzare Internet o reti cellulari. Il messaggio intercettato non conterrebbe, almeno per ora, riferimenti a un obiettivo specifico. Tuttavia, secondo l’avviso federale, il segnale potrebbe costituire un «innesco operativo» per operazioni all’estero. La trasmissione sarebbe stata diffusa su più Paesi e presenterebbe caratteristiche tecniche compatibili con le cosiddette «stazioni numeriche» o sistemi analoghi di comunicazione clandestina, strumenti usati da decenni dai servizi di intelligence per contattare agenti operativi senza lasciare tracce digitali. Per questo motivo le autorità statunitensi hanno invitato le forze di polizia ad aumentare il monitoraggio delle frequenze radio e a mantenere un livello di vigilanza più alto.

L’allerta non indica al momento una minaccia imminente né un luogo preciso. Ma il fatto che il segnale sia comparso subito dopo l’uccisione della Guida Suprema iraniana, avvenuta il 28 febbraio durante un raid israeliano a Teheran, ha spinto gli apparati di sicurezza a considerare la trasmissione come un possibile tentativo di attivare reti clandestine già presenti fuori dal Paese. Il quadro assume un rilievo particolare anche per l’Italia. Nei giorni scorsi, il 5 marzo, Il Tempo ha riportato la notizia di un radioamatore di Milano che ha segnalato di aver intercettato un messaggio su una frequenza radio a onde corte dove, una voce maschile, ha iniziato a scandire numeri in lingua farsi. Sequenze ordinate, lente, metodiche e intervallate da pause. Un flusso durato circa due minuti e ventitré secondi con due sole parole all’inizio che in persiano sarebbero «Attenzione, attenzione». Non esisterebbero, al momento, elementi che colleghino direttamente quel segnale alla trasmissione individuata dall’intelligence americana. Ma la coincidenza tra le due intercettazioni rafforza la sensazione che qualcosa si stia muovendo sul fronte delle comunicazioni clandestine.

Il contesto generale è quello di un allarme crescente in Occidente per le possibili ripercussioni della guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele. In questo quadro rientra anche la decisione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di convocare il Consiglio supremo di difesa al Quirinale per venerdì 13 marzo. All’ordine del giorno, ha fatto sapere la presidenza della Repubblica, ci saranno proprio la guerra in Iran e in Medio Oriente e le possibili conseguenze della crisi sul piano internazionale e della sicurezza. Riguardo ai segnali intercettati, non ci sono conferme ufficiali sull’origine. Tuttavia, entrambi i formati ricordano le numbers station della Guerra fredda, le trasmissioni radio usate dai servizi segreti per inviare messaggi cifrati agli agenti clandestini. In questo caso, colpiscono l’uso della lingua farsi e la tempistica della trasmissione legata al conflitto in corso. Ma al momento non esisterebbero prove che i messaggi contengano istruzioni operative, anche se nel linguaggio dell’intelligence la comparsa improvvisa di una presunta comunicazione destinata a soggetti clandestini è un segnale che raramente viene ignorato.
 


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