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nube tossica e pioggia acida sulla città

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Una densa nube nera ha avvolto Teheran domenica mattina, conseguenza dei raid aerei americani e israeliani che hanno colpito i depositi petroliferi della capitale iraniana. La popolazione, allarmata dall’improvvisa oscurità, ha assistito a uno scenario apocalittico con il cielo completamente oscurato dal fumo tossico.

“È stato come il giorno del giudizio”, racconta Marjan, insegnante trentenne, descrivendo lo shock provato davanti a una scena che si aggiunge alla lunga lista di momenti drammatici vissuti dal popolo iraniano. La situazione è precipitata quando una pioggia nera, miscela tossica di acqua e carburante, ha iniziato a cadere sulla città.

L’esplosione del deposito petrolifero di Shahran ha generato una spettacolare quanto terrificante nube rossa visibile a chilometri di distanza. “Il carburante scorreva nei corsi d’acqua lungo le strade, creando vere e proprie linee di fuoco”, testimonia Sina, 40 anni. La Mezzaluna Rossa iraniana ha immediatamente lanciato l’allarme per la presenza di composti tossici nell’aria, esortando i cittadini a non uscire dalle proprie abitazioni.

Le autorità hanno reagito riducendo da 30 a 20 litri la quota mensile di benzina per le carte carburante personali. Numerose stazioni di servizio hanno chiuso i battenti, mentre altre sono state prese d’assalto da lunghe code di automobilisti. Se l’approvvigionamento alimentare resta stabile grazie alle scorte accumulate in vista del Capodanno iraniano del 21 marzo, iniziano a scarseggiare i medicinali nelle farmacie.

La crisi ha colpito anche gli iraniani all’estero, impossibilitati a rientrare per la cancellazione dei voli. Emblematica la storia di Hamid, 41enne residente negli Stati Uniti, costretto a lasciare il Paese via terra attraverso il confine armeno. “Al valico di Norduz ho trovato circa mille persone, per lo più giovani iraniani residenti in Occidente e turisti stranieri”, racconta. “Ho atteso sei ore sul lato iraniano prima di poter attraversare, alle 4:30 del mattino”.

A differenza della guerra Iran-Israele dello scorso giugno, questa volta le strade di Teheran sono quasi deserte. La popolazione, bloccata nelle abitazioni dalla minaccia tossica, vive nell’incertezza di un futuro che appare sempre più cupo, divisa tra la speranza di un ritorno alla normalità e il timore di un’escalation del conflitto.


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