«Bloccati 7 giorni e abbandonati»

PESARO La vacanza in un angolo di paradiso in terra diventa un incubo, con la coppia rimasta bloccata per una settimana a causa della guerra in Iran. I protagonisti del ritorno-odissea, in termini di stress, tempo e soldi, sono due pesaresi 40enni, Luca e Cristiana, lui impiegato e lei commercianti che hanno voluto concedersi una settimana di vacanze alle Maldive. Mare da sogno ed esperienze incredibili, fino al giorno del rientro: il 28 febbraio, il giorno che ha segnato l’inizio del conflitto nella regione del Medio Oriente.
Che cosa è successo
«Abbiamo preso lo speed boat per andare in aeroporto a Malè, la capitale, e tornare in Italia con un volo Emirates con scalo a Dubai – racconta la coppia – Ma appena arrivati ci hanno detto che il volo era cancellato, poco prima erano iniziati gli attacchi in Iran e gran parte dello spazio aereo in Medio Oriente era chiuso. Così non potevamo fare scalo. Ben presto l’aeroporto è entrato nel caos, c’era gente che correva da una parte all’altra e noi stessi non sapevamo dell’inizio della guerra. Abbiamo cercato notizie dal cellulare e la preoccupazione è salita non poco». Ma di lì a poco, le comunicazioni sono praticamente finite. «Al banco Emirates – continuano i due – ci hanno rimbalzato e in poco tempo ci hanno chiesto di uscire dall’aeroporto perché il volo era cancellato e non c’era altro da fare. Ad altri turisti che avevano altre compagnie arrivavano mail, messaggi. A noi nulla. Siamo stati di fatto abbandonati. Abbiamo dovuto arrangiarci e cercare un hotel per la notte. Era tutto pieno, poi abbiamo trovato la classica “bettola”. Pensavamo di stare solo una notte in più e che il volo fosse riprogrammato».
Prenotazioni impossibili
Niente di tutto ciò. Ben presto la situazione si complica ulteriormente. Spazi aerei chiusi, voli nel caos. E la situazione per i due pesaresi pure. «Abbiamo contattato la compagnia aerea senza ottenere risposte e intanto altri che erano nella nostra situazione stavano cercando di riprenotare un volo. Erano quasi tutti cancellati e quando si riusciva a trovare un biglietto, il volo veniva cancellato e il prezzo raddoppiato. Passata la prima notte, abbiamo prenotato altri giorni perché non avevamo altre soluzioni. Ovviamente siamo rimasti in zona aeroporto, molto più economica. Emirates ci ha inviato una mail in cui ci chiedeva di aspettare che la compagnia riprogrammasse il volo a data da destinarsi o di chiedere la cancellazione». La coppia si interfaccia anche con la Farnesina.
«Chiaramente c’erano situazioni più complesse da gestire delle nostre, quindi abbiamo definitivamente capito che dovevamo cercare di risolverla in autonomia. Abbiamo pensato di fare scalo in Giappone e tornare in senso contrario, ma nulla tutto pieno. O impossibile da prenotare». Poi la schiarita, esattamente una settimana dopo. «Abbiamo trovato un volo a 2800 euro dopo una settimana, previsto per domenica 8 marzo (oggi per chi legge ndr) con Ita diretta su Roma». La coppia pensa di avercela fatta.
Ma non è finita
«Poco fa (ieri per chi legge ndr) ci hanno comunicato che ci sarà un ritardo e perderemo la coincidenza per Bologna. Anche in questo caso dovremo trovare il modo di rientrare perché abbiamo l’auto a Bologna e i costi del parcheggio continuano a livitare»
. Nel frattempo la preoccupazione sale. «Abbiamo necessità di prendere delle medicine e le stiamo finendo, qui non ci sono di questa tipologia. Il nervosismo è alto e le giornate sembrano infinite. La notte si dorme poco e cerchiamo continuamente notizie del conflitto e dei voli. Intanto qui se ne approfittano perché anche ai supermercati i prezzi sono raddoppiati. Abbiamo perso una settimana di lavoro, speso tanti soldi in più: è stata una settimana molto complicata. Speriamo di rientrare a Pesaro il prima possibile».




