La giovane tartaruga carretta carretta Lorena è ritornata in mare – Lavocedigenova.it

Lorena, una giovane tartaruga Caretta caretta, soccorsa il 25 agosto 2025 all’interno del porto di Aregai, a Santo Stefano al Mare (IM), è tornata al mare oggi dopo mesi di cura e riabilitazione presso l’Acquario di Genova a causa di una lesione lacero contusa al collo, presumibilmente dovuta a intrappolamento da rete o plastica.
Il rilascio è stato organizzato per oggi, domenica 14 giugno, nell’ambito di un’iniziativa a livello nazionale coordinata da Plastic Free in occasione della Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine che ha visto coinvolti diversi centri di recupero lungo tutta la penisola e nelle isole, tra cui l’Acquario di Genova e l’Acquario di Livorno – entrambi gestiti da Costa Edutainment – per sensibilizzare il pubblico alla necessità di tutelare questa specie e più in generale le risorse marine. Il rilascio è stato preceduto da un momento di incontro aperto al pubblico alle ore 10 sul molo sottostante l’Acquario di Genova, dove i biologi e i veterinari dell’Acquario hanno raccontato la storia di Lorena e l’attività di soccorso e cura delle tartarughe marine che l’Acquario conduce ormai da oltre 30 anni in qualità di Centro di Recupero.
L’evento è stato anche l’occasione per presentare il pannello informativo allestito nell’Area Porto Antico per segnalare il punto di imbarco sui mezzi della Capitaneria di Porto degli esemplari diCaretta caretta curati presso l’Acquario di Genova in vista del rilascio. Il pannello è stato realizzato con i fondi raccolti da alcuni studenti del Deledda International School – Ariel Grace Tori, Aurora Ferrari, Matilde Frignani, Valerio Mantero e Vittoria Negri – nell’ambito del PYP 5 Exhibition Project.
La storia di Lorena
La tartaruga, battezzata Lorena dai rappresentanti del Comune di Santo Stefano che erano presenti al momento del recupero il 25 agosto 2025, è stata trasferita per il rilascio al largo di Genova a bordo della motovedetta CP 334, messa a disposizione dalla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Genova. L’animale misura 38 cm lunghezza, 32,5 cm larghezza e 6,5 kg di peso.
L’esemplare era stato avvistato dalla banchina da una signora con quella che sembrava una ferita al collo. Dopo il primissimo intervento di un subacqueo presente in zona, era stata allertata la Capitaneria di Porto di Riva Ligure e Santo Stefano, che era intervenuta e aveva coinvolto l’Associazione Delfini del Ponente APS, autorizzata al prelievo e al trasporto. In coordinamento con l’Acquario di Genova, l’Associazione aveva effettuato il recupero e si era occupata del trasporto fino a Imperia per la consegna ai Carabinieri del Servizio CITES che l’avevano poi trasferita all’Acquario.
L’Acquario di Genova interviene sulle tartarughe marine in difficoltà dal 1994 e dal 2009 è referente istituzionale per la Regione Liguria per il recupero delle Caretta caretta (accordo Stato-Regioni). Nel 2017 è stato riconosciuto ufficialmente come centro di recupero e lunga degenza delle tartarughe marine dal Ministero della transizione ecologica.
Si ricorda che chiunque avvisti un esemplare in stato di difficoltà deve allertare immediatamente la Guardia Costiera – chiamando il numero 1530 o il 112 – che interviene e, consultandosi con gli esperti dell’Acquario di Genova, valuta l’effettiva necessità di intervento e dà indicazioni in merito. Per nessun motivo gli esemplari di tartaruga rinvenuti in mare possono essere catturati e issati a bordo di imbarcazioni private.
L’attività di pronto soccorso tartarughe di Acquario di Genova è svolta in accordo con i Carabinieri del Servizio CITES, che coordinano a livello nazionale l’applicazione della Convenzione di Washington che tutela questi animali, e in collaborazione con la Guardia Costiera, nell’ambito delle attività previste dal Protocollo d’intesa vigente tra la Direzione Marittima della Liguria e l’Acquario che ha l’obiettivo di definire e gestire i principi di intervento in caso di segnalazione, avvistamento o ritrovamento di esemplari di fauna marina feriti o in difficoltà, oltre che nel comune intento di rilanciare, in ogni favorevole occasione, un messaggio di massima sensibilità ambientale per stimolare l’utente del mare ad un radicale cambiamento culturale proteso al massimo rispetto dell’ambiente marino.
Diverse sono le cause che portano al ricovero degli animali. Tra le principali: interferenze con le attività di pesca, reti fantasma in cui rimangono imprigionate, ami di palamiti nella cavità boccale o nel tratto digerente, reti a strascico e da posta, ingestione di corpi estranei, quali ad esempio sacchetti di plastica scambiati per meduse che fanno parte della dieta naturale di questi rettili; impatto con imbarcazioni a motore, che arrecano traumi e ferite sul carapace o sul capo, a volte letali; patologie debilitanti che provocano lo spiaggiamento dell’animale; sversamenti o presenza di petrolio.



