Dorme in tenda da più di due mesi, l’appello: “Castrataro no va lasciato solo” | isNews
La proposta, che arriva dall’Alto Molise, è organizzare una ronda civica e pacifica a sostegno dell’iniziativa del sindaco di Isernia a in difesa della sanità
di Camillo Pizzi
ISERNIA. Una ronda civica e pacifica che affianchi Castrataro e, in qualche modo, lo tuteli anche. Trova sempre più consensi la proposta, partita da Agnone, nel tentativo di dare nuova linfa alla battaglia che sta conducendo ormai da più di due mesi il sindaco di Isernia davanti l’ospedale Veneziale e che al tempo stesso possa ancor di più richiamare l’attenzione sui gravi problemi che stanno attanagliando la sanità pubblica in tutta la provincia di Isernia.
“Da due mesi Piero Castrataro dorme in una tenda piantata su un marciapiede della sua città. Una scelta forte, simbolica, che ha voluto trasformare in gesto concreto per richiamare l’attenzione sui disagi della sanità locale, a partire dall’ospedale cittadino fino all’intero sistema sanitario del Molise. Due mesi sono lunghi. Sono lunghe le notti all’aperto – scrive Maria Carosella su Altomolise.net –, lontano dal calore di casa e dalla comodità di un letto. Ma il primo cittadino ha deciso di rinunciare a tutto questo per dare un segnale chiaro: la salute dei cittadini non può aspettare, né può essere relegata ai margini del dibattito politico”.
Una iniziativa che ha suscitato sorpresa e ammirazione, tanto che Isernia e la provincia (e non solo) hanno risposto con una grande manifestazione popolare, che ha unito sensibilità politiche diverse nel nome di un diritto comune, quello alla cura. Ma la “tenda” è anche una iniziativa che ha creato fastidio e che, con il passare del tempo, lo sta creando sempre di più, come emerso anche dai duri scontri dialettici tra il sindaco di Isernia e il presidente della Regione durante la conferenza dei sindaci di ieri.
“I rappresentanti politici regionali hanno reagito con stupore. Per alcuni, quel gesto è apparso eclatante, forse persino eccessivo. Non sono mancate ironie e sottovalutazioni, nella convinzione che si trattasse di un episodio destinato a spegnersi con il passare dei giorni. Ma la tenda è rimasta. E con essa la determinazione del sindaco. Senza ammainare bandiera bianca, Castrataro – aggiunge la Carosella – continua la sua battaglia con la convinzione che la visibilità, anche quando non è più amplificata dai grandi media, resti uno strumento potente se sostenuta dalla coerenza e dalla costanza. Dormire in tenda non è solo un atto simbolico: è un modo per ricordare ogni giorno che i disagi denunciati non sono risolti e che la questione sanitaria in Molise è ancora aperta”.
Molti cittadini, però, cominciano anche a temere per la sicurezza di Castrataro e ritengono che, a questo punto, questa battaglia non debba restare solitaria. “Lasciare il sindaco da solo, di notte, su un marciapiede, rischia di trasformare un gesto collettivo in un sacrificio individuale. Per questo cresce l’idea di organizzare una ronda civica e pacifica accanto a lui: un gruppo di persone che si alternano, compresi altri sindaci, non per alimentare tensioni, ma per garantire sicurezza e testimoniare vicinanza. Ma non si tratta solo di protezione fisica, ma di un segnale politico e umano: la comunità che veglia sul proprio rappresentante mentre lui veglia sui diritti della comunità. Un modo per ribadire che la sanità pubblica è un bene comune e che chi la difende non deve sentirsi isolato. Una presenza discreta ma costante, capace di trasformare un gesto individuale in una mobilitazione collettiva”.
Ed infine la direttrice di Altomolise.net conclude la sua riflessione con due domande che diventano fondamentali quando ormai sono trascorse più di sessanta notti da quel 26 dicembre in cui il sindaco di Isernia è entrato per la prima volta nella tenda: “La vicenda di Isernia pone una domanda più ampia alla politica regionale e nazionale: quanto deve spingersi un amministratore per essere ascoltato? E quanto una comunità è disposta a fare, concretamente, per difendere i propri diritti fondamentali?”.
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