Nola saluta il piccolo Domenico Caliendo: dolore e commozione – Cronaca
NOLA. Un silenzio carico di dolore ha avvolto la cattedrale di Nola, gremita di persone arrivate da tutta la città e dai comuni vicini per dare l’ultimo saluto al piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni morto dopo un trapianto di un cuore donato da un piccolo altoatesino e conservato in maniera errata nel viaggio da Bolzano verso l’ospedale campano. Davanti alla bara bianca, circondata da fiori chiari, si sono raccolti migliaia di cittadini, molti dei quali con in braccio i propri figli, in un abbraccio collettivo alla famiglia.
Alla cerimonia ha partecipato anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha voluto essere presente accanto ai genitori del bambino. In silenzio li ha abbracciati e ha preso posto in prima fila, condividendo con loro un momento di dolore che ha segnato profondamente l’intera comunità.
Il funerale è stato celebrato dal vescovo di Nola Francesco Marino, che nell’omelia ha ricordato come Domenico Caliendo sia diventato «un figlio per tutti». Parole pronunciate con voce commossa, mentre la cattedrale ascoltava in silenzio. Il vescovo ha parlato della tragedia che nessuna parola può spiegare e ha invitato a non smarrire la fiducia nella medicina e nella donazione degli organi, definita un gesto di amore e di speranza.
Accanto a lui anche l’arcivescovo di Napoli Mimmo Battaglia, che aveva amministrato l’estrema unzione al bambino. Al termine della funzione la madre, Patrizia Mercolino, ha trovato la forza di rivolgersi ai presenti. «Oggi Domenico Caliendo abbraccia tutti noi», ha detto tra gli applausi e le lacrime. A Nola è stato proclamato il lutto cittadino e molti partecipanti hanno indossato magliette bianche con l’immagine del bambino e la scritta «Il nostro guerriero». Anche la società calcistica SSC Napoli ha deposto una corona di fiori, mentre la città si è stretta attorno alla famiglia in un lungo, commosso addio.




