Progettazione della smart city, a palazzo Tursi presentati i progetti del corso

Genova. Si è tenuta venerdì scorso, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, la giornata conclusiva del corso di perfezionamento in “Progettazione della Smart City”, nato dalla sinergia tra il Dipartimento di Economia dell’Università di Genova e l’Associazione Genova Smart City. Durante l’evento sono stati presentati i progetti finali degli studenti, che hanno lavorato su soluzioni innovative per la governance e l’innovazione urbana.
Il percorso formativo, patrocinato dall’Ordine degli Architetti PPC di Genova, ha visto la partecipazione di un gruppo eterogeneo composto da studenti, liberi professionisti e tecnici della Pubblica Amministrazione, un mix multigenerazionale che ha permesso di affrontare i temi della città intelligente non solo come sfida tecnologica, ma come evoluzione sociale ed economica.
“Oggi raccogliamo i frutti di un percorso fondamentale per la nostra città – dichiara l’assessora all’Urbanistica, Verde Urbano, Smart City, Città dei 15 minuti Francesca Coppola – sono molto orgogliosa di questo mix di competenze che ha fatto emergere idee fresche e una nuova visione. Il nostro obiettivo è trovare un collante tra queste proposte e l’Amministrazione, traducendo concetti complessi in ricadute concrete per le politiche quotidiane. È questo l’unico modus operandi corretto per portare innovazione nella macchina comunale: sperimentare insieme e fare formazione di altissimo livello per una smart city che sia, prima di tutto, a misura d’uomo”.
I partecipanti hanno sviluppato proposte progettuali che affrontano i nodi cruciali della vivibilità urbana: “Genova per noi”, la città a portata di click, una mappa interattiva che centralizza le informazioni sui servizi di prossimità, oggi frammentate su troppi canali, e che punta sulla partecipazione attraverso una sezione dedicata ai Patti di Collaborazione, rendendo il cittadino protagonista della manutenzione e del miglioramento dei beni comuni; “Urban Flow”, focalizzato sull’area di Via San Lorenzo e sul Sestiere del Molo, affronta il tema dell’overtourism attraverso l’uso di open data e arredi urbani adattivi per modulare i flussi turistici, migliorare il comfort ambientale e la sicurezza e garantire una convivenza armoniosa tra residenti e visitatori; “Giardini RIGENERAnTI” propone infine la trasformazione di aree urbane sottoutilizzate in centri di innovazione sociale attraverso un modello di governance ibrida tra pubblico, privato e terzo settore, creando spazi in cui natura, arte e lavoro coesistono e sviluppando un sistema modulare e scalabile capace di trasformare il verde in un presidio di welfare e opportunità per i giovani creativi.




