Sanità. Svolta per le sedi disagiate: incentivi da 2000 euro. Saranno sufficienti per i medici?
Svolta per la medicina territoriale in Sardegna. Nella giornata di oggi, presso la sede dell’Assessorato regionale della Sanità a Cagliari, la Presidente della Regione e Assessora della Sanità ad interim, Alessandra Todde, ha siglato il documento attuativo che introduce un’indennità economica aggiuntiva per i Medici di Medicina Generale.
Il provvedimento, sottoscritto alla presenza di tutte le sigle sindacali di categoria, rende operativa la misura prevista dall’Accordo regionale AIR-MMG siglato a ottobre 2025. L’obiettivo è incentivare i professionisti a operare nelle sedi definite disagiate o caratterizzate da una grave carenza di assistenza.
DETTAGLI DELL’INCENTIVO E COPERTURA DEL TERRITORIO – L’accordo prevede un contributo di 2000 euro mensili destinato ai medici che sceglieranno di aprire il proprio ambulatorio nelle zone più critiche dell’isola. Questa indennità avrà una durata di due anni e interesserà circa cento sedi disagiate. Come sottolineato dalla Presidente Todde, tale somma potrà essere integrata da ulteriori incentivi specifici istituiti dagli enti locali, dai sindaci e dalle comunità.
UNA STRATEGIA PER DECONGESTIONARE I PRONTO SOCCORSO – L’iniziativa si inserisce in un piano più ampio di potenziamento della sanità territoriale che include l’infrastrutturazione graduale delle Aft (Aggregazioni Funzionali Territoriali) e delle Case di Comunità. Il rafforzamento della medicina di base mira a generare un impatto positivo anche sulla gestione delle emergenze, riducendo l’afflusso di codici minori presso i Pronto Soccorso.
LE DICHIARAZIONI DELLA PRESIDENTE ALESSANDRA TODDE – “Oggi abbiamo chiuso un altro passaggio importante con i medici di Medicina Generale”, ha dichiarato Alessandra Todde a margine della firma. “Il percorso è ancora lungo, ma è un passo fondamentale per costruire una risposta omogenea alla richiesta di salute dei cittadini. Le nuove Case di comunità dovranno essere riempite e dotate di carte dei servizi uniformi, diventando un punto di riferimento per il territorio anche attraverso l’implementazione di tecnologie avanzate come la telemedicina. L’obiettivo finale è costruire quel tessuto connettivo che ancora manca nei nostri territori”.
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