Stagione irrigua in Puglia, Paolicelli: “Risorsa nei bacini migliora”
Definire regole chiare, tempi certi e una gestione responsabile della risorsa idrica, al fine di anticipare la stagione irrigua per le colture pugliesi. È questo l’obiettivo dell’incontro convocato dall’assessore regionale all’Agricoltura e Sviluppo rurale della Puglia, Francesco Paolicelli, con i dirigenti regionali, i rappresentanti dei Consorzi di bonifica Gargano, Capitanata e Centro Sud Puglia, le associazioni di categoria e dell’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali (Arif), per fare il punto sullo stato degli invasi e definire in modo condiviso il manifesto della stagione irrigua, che stabilirà date di avvio e chiusura del servizio, turni di distribuzione e contributi dovuti dagli agricoltori. Tra i nodi affrontati: il limitato utilizzo delle acque reflue, la vetustà della rete infrastrutturale e l’impatto crescente dei costi energetici necessari per garantire l’acqua nei campi.
“Abbiamo il dovere di governare insieme e con responsabilità l’utilizzo dell’acqua a fini agricoli – ha dichiarato Paolicelli – I dati sulle precipitazioni sono incoraggianti, ma non possiamo permetterci sprechi né improvvisazioni. Servono programmazione, uniformità di azione tra i Consorzi e una visione strategica per prevenire criticità legate alla scarsità della risorsa”. La situazione aggiornata dei principali bacini idrici pugliesi evidenzia una disponibilità complessivamente migliore rispetto allo scorso anno. Nella diga di Occhito (Fortore) ci sono 92 milioni di mc (53 milioni nello stesso periodo dello scorso anno). Per garantire la stagione primaverile – ricorda la Regione in una nota – servono tra i 35 e i 40 milioni di mc. Nella diga di Marana Capacciotti ci sono 23 milioni di mc (18,9 milioni al 2 marzo 2025); nella diga di Monte Cotugno 127 milioni di mc (211 milioni lo scorso anno), con una capacità irrigua programmata di circa 70 milioni; nella diga di Conza 41 milioni di mc (22 milioni nel 2025); nella diga del Pertusillo 91 milioni di mc (53 milioni nel 2025); nella diga del Capaccio (Celone) 4,8 milioni di mc (920mila nel 2025); nella diga di San Pietro 4,1 milioni di mc (dato stabile); nella diga del Locone 46 milioni di mc.




