Emilia Romagna

Dalla Regione 700mila euro per il futuro di giovani sottoposti a procedimenti penali


Un investimento da 700mila euro per giovani dai 14 ai 25 anni sottoposti a procedimenti penali. È il nuovo provvedimento della Regione Emilia-Romagna, che sfrutta le risorse europee per dare una nuova possibilità a minori e giovani adulti rimasti coinvolti in vicende giudiziarie.

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Si tratta di corsi di formazione, di orientamento e tirocini in diversi settori, tra cui cucina, ricezione, edilizia e spettacolo. Nello specifico, sono stati finanziari tre progetti: due di questi “propongono interventi per l’inclusione e l’autonomia per i giovani ristretti nell’Istituto penale minorenni di Bologna, con percorsi formativi relativi alla ristorazione, cura della persona, edilizia, manutenzione, falegnameria, tinteggiatura, decorazione e scenotecnica – si legge nella nota diffusa dalla Regione -. I percorsi dell’area ristorativa, in particolare, sono collegati all’Osteria Formativa Brigata del Pratello, che offrirà ai giovani frequentanti un’occasione di sperimentarsi con un vero contesto lavorativo e mettere in pratica gli apprendimenti”.

“I giovani che frequenteranno i percorsi in ambito edile e scenotecnico, inoltre, realizzeranno scenografie utili alla messa in scena degli spettacoli del Teatro del Pratello, proseguendo con una collaborazione pluriennale – continua il testo -. La terza operazione si focalizza invece su percorsi per l’inclusione e l’autonomia di giovani in area penale esterna: riguarda 80 giovani, con misure di orientamento specialistico e di accompagnamento individuale, percorsi formativi brevi e tirocini”.

“Vogliamo continuare a promuovere interventi che offrano opportunità di crescita e un’autentica possibilità di futuro ai giovani coinvolti in procedimenti penali – dicono il vicepresidente con delega alla Formazione, Vincenzo Colla, e l’assessora al Welfare, Isabella Conti -. Sono percorsi fondamentali per sviluppare e recuperare autostima, competenze e capacità personali, che facilitano l’accesso e inserimento concreto nel mondo del lavoro. Percorsi che consentono, allo stesso tempo, di far crescere i ragazzi perché diventino parte attiva della comunità. Un impegno, quello della Regione, su cui non vogliamo arretrare”.

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