Friuli Venezia Giulia

Xè caligo, il modo di dire nato dalla nebbia

TRIESTE.news

01.03.2026 – 13.30 – Xè caligo. Ogni triestino lo avrà detto o sentito dire almeno una volta dai suoi vecchi. Letteralmente significa «è caligine», mentre in senso figurato si può tradurre con «è difficile», laddove il senso di criticità sorge metaforicamente dalla presenza di un ostacolo visivo, che rende arduo e complesso muoversi all’interno di un contesto oppure gestire una situazione, in quanto risulta poco chiara. Ma che cosa significa di per sé caligo o caligine? Secondo il vocabolario Treccani, caligo è un sostantivo italiano, dunque non solo dialettale; deriva dal latino caligo, caliginis e sta per appunto caligine ma anche nebbia o foschia. Il Grande dizionario della lingua italiana della Utet ne riporta numerose occorrenze nella storia della letteratura e considera caligo addirittura una voce dotta. Inoltre in italiano si dice la caligo, al femminile; nelle parlate venete, emiliane e lombarde il caligo, al maschile: e in triestino? I dizionari non specificano la risposta a una domanda che sorge spontanea. Infine da un punto di vista meteorologico, la caligo o nebbia marina sembra costituire proprio il fenomeno cui stiamo assistendo in questi giorni a Trieste e in altre zone del Friuli Venezia Giulia.

«Sono tante le città che nella mattinata di venerdì 27 febbraio 2026 si sono svegliate in compagnia della nebbia più o meno fitta», si legge sul portale nazionale il Meteo: «Ad esempio Trieste, Venezia, Roma e Napoli. La nebbia di mare è un fenomeno sempre più frequente già a febbraio. Il cuore del problema risiede nel forte scarto termico generato da anticicloni sempre più prepotenti. Quando masse d’aria di origine subtropicale, cariche di calore, scorrono sopra la superficie del mare, ancora fredda dopo l’inverno, l’aria a contatto con l’acqua si raffredda bruscamente. Questo shock termico provoca un’importante condensazione, creando il fenomeno della nebbia da avvezione, conosciuta anche come caligo o lupa». Il sito 3BMeteo aggiunge che la nebbia marina è chiamata caligo in Liguria e lupa in Puglia e Sicilia; ribadisce che per la sua formazione è necessario appunto un anticiclone, la cui presenza sulla nostra regione è in effetti confermata anche oggi dall’Osservatorio Arpa Fvg: «L’anticiclone che mantiene condizioni di stabilità atmosferica si sposta lentamente verso est spinto da una saccatura atlantica. Una piccola depressione con aria fredda in quota entrerà lunedì sul centro nord dell’Italia».

[l.g.]

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